IL CASO

Bufera sul sito Umore Maligno… «invitano ad uccidere i disabili»

Gli autori: «è satira». Nicoletti: «quattro autori un po’ sfigati»

Redazione Pdn

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Bufera sul sito Umore Maligno… «invitano ad uccidere i disabili»
INTERNET. Oscurate subito quel sito. ‘Quel sito’ si chiama Umore Maligno, un concentrato di battute al vetriolo che non guarda in faccia a nessuno per «denunciare», è questa l’intenzione degli ideatori (ci sono anche alcuni abruzzesi), «le più svariate problematiche sociali attraverso l’inversione del soggetto e l’applicazione del cosiddetto rovesciamento logico».

Un sito di battute tra il noir e il maligno che cerca di rompere gli schemi e non si pone limiti sui temi sui quali battere.
Ma non tutti lo hanno compreso. C’è chi ritiene che quelle battute siano in realtà offese inaccettabili, mancanza di sensibilità, attacchi alla dignità delle persone, «siano esse migranti, gay, donne, disabili» .
Esempi di quello che scrive Umore Maligno? «Saviano, l'International Astronomical Union gli ha dedicato un asteroide. Anch'io, poi ho tirato lo scarico». «Tetraplegica dalla nascita dà alla luce una figlia: “Ehi, questo pannolone piange”». «Mia moglie assiste costantemente un disabile. E il fidanzamento non è durato neanche tanto». «Abano, tetraplegica diventa mamma. E con una piccola modifica si trasforma in un pratico fasciatoio». «E' nato morto il figlio di Luca Toni. Oh, stesso dinamismo del padre».
Ma ci sono anche battute più ‘soft’ tipo: «Italia, torna l'incubo biscotto: "Dove lo pucciamo?"», «Arriva la guida per non sbagliare con l'Imu. A) Vendete casa».


Il meccanismo è simile (sebbene sia più duro e maligno, appunto) del più noto Spinoza.it dal quale provengono alcuni degli autori di Umore Maligno.
E un lungo post sui disabili ha fatto scatenare l’ira di Aurelio Mancuso, direttore dell’associazione “Equality Italia”, una organizzazione nazionale «di respiro europeo», si legge sul sito ufficiale, «che vuole rappresentare, con il suo operato, una nuova consapevolezza dei Diritti Civili».
«Quel sito invita ad uccidere le persone disabili», ha attaccato Mancuso che non accetta quanto scritto.
Ma Um respinge le accuse: «creiamo un personaggio volutamente e assolutamente eccessivo e grottesco, così da dare voce all’essere umano nella sua inclinazione più becera e volgare. Chi non capisce questo meccanismo è anch’esso destinato a divenire inevitabilmente soggetto e oggetto della nostra satira».
A Mancuso si è accodato il Partito Democratico: la deputata Ileana Argentin l’altro giorno è intervenuta in aula a Montecitorio per chiedere l’immediato oscuramento del sito perché «insulta i disabili con l’intento dichiarato di fare satira ma con pochi scrupoli nell’uso della provocazione. Di fatto lede la dignità delle persone con disabilità e dei cittadini tutti».
«Crediamo che il problema derivi dalla disabitudine a tutto quanto oggi in Italia va sotto il nome di satira, rovesciamento logico, denuncia di problematiche sociali tramite inversione del soggetto», si difendono da Umore Maligno. «Qualsiasi pregiudizio e intolleranza vanno combattute attraverso armi culturali, quali anche quelle satiriche». Intanto l'Ufficio nazionale Antidiscriminazioni Razziali della presidenza del Consiglio dei Ministri, ha aperto un'istruttoria segnalandolo alla Polizia Postale.


«E' un sito che va chiuso», denuncia anche l'associazione di telespettatori cattolici Aiart. «Quel sito fa satira, se così possiamo definirla, in modo osceno e insultante su fatti di attualità come la morte di un piccolo nelle montagne vicino a Prato, oppure sugli attentati ai Carabinieri in Afghanistan».
Sul sito e sui social network piovono insulti al gruppo di autori (dal ‘mi fate schifo’ al ‘via auguro figli disabili’) ma anche incoraggiamenti ad andare avanti.
Ieri si è espresso sulla questione anche il noto giornalista Gianluca Nicoletti, padre di un ragazzo autistico.
Ha definito gli ideatori di Umore Maligno «quattro autori un po' sfigati» che «stanno provando a richiamare attenzione sulle loro cosine graffianti» e sostiene che quanto viene pubblicato farebbe parte «del vecchio repertorio delle più classiche barzellette che ci si raccontava alle scuole medie, tutte quelle facezie infantili a base di storpi, dementi, cacca, pipì, piselli ecc».
Nicoletti si dice però contrario alla chiusura forzata da parte della Polpost: «secondo me oscurare è sempre una brutta idea, io la pagina la lascerei affondare nell' indifferenza. lo dico veramente convinto, ho persino la presunzione di poterlo fare anche a nome di tanti miei “colleghi” genitori con figli disabili».
Infine una nota sulla satira: «potrei obiettare che per farlo, con sublime ed eccelsa spregiudicatezza, occorre almeno essere grandi letterati e poeti maledetti, ma su questo versante hanno già dato in tanti…Vale proprio la pena nascondere dietro l' anonimato l' emulazione fallimentare di chi, già da secoli, saturò ogni possibilità di sdegno del benpensante?»