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«Quella scultura è un affronto a Berlusconi». Lite tra Sgarbi e artista russo

Misha Dolgopov adesso minaccia di lasciare la rassegna

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«Quella scultura è un affronto a Berlusconi». Lite tra Sgarbi e artista russo
SPOLETO. E’ lite tra Vittorio Sgarbi e Michail Misha Dolgopov.

Lo scontro è avvenuto dopo che il critico d’arte ieri, visitando l’allestimento delle mostre di «Spoleto Arte» che s’inaugurano oggi pomeriggio alle 18,00 a Palazzo Racani Arroni, ha scoperto che lo scultore russo ha esposto una scultura decisamente provocatoria.
L’opera si trova all’ingresso, subito a destra, particolarmente imponente e pesante, e rappresenta in modo assolutamente naturalistico una donna nuda inchinata davanti a un uomo nell’atto della fellatio, con una vistosa ostentazione degli attributi. Inoltre il volto dell'uomo richiama quello dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in modo evidentemente allusivo.
«E’ una provocazione – commenta risentito Vittorio Sgarbi – di cui,  nonostante i miei principi, non sono stato avvertito e non ho visto preventivamente la documentazione fotografica. Ho disposto pertanto – dice Sgarbi -  di coprirla. Ho apprezzato molto il lavoro di Elisabetta Rizzuto che ha curato l’allestimento insieme al consorzio “Spoleto Nuova”, ma non posso tollerare che si facciano simili affronti senza esserne informato».
Michail Misha Dolgopov pretende adesso un «chiarimento» da Vittorio Sgarbi, diversamente ha annunciato che abbandonerà la rassegna.
Con l’artista russo i problemi sono cominciati nei giorni scorsi con l’arrivo delle sue opere da Mosca a Spoleto su un camion lungo 18 metri.  Alcune sculture, in bronzo e sagome di pelle, sono pesanti oltre sei quintali. «Non sarò certo io a scandalizzarmi di una fellatio – osserva Sgarbi – Sgarbi – ma ho ritenuto che non fosse praticabile altra strada che quella di coprire la statua per impedirne la visione»
La lite con lo scultore russo si aggiunge alla polemica con il Festival dei Due Mondi con il quale il critico d’arte ha rotto il rapporto di collaborazione dopo avere scoperto che i finanziamenti vincolati alla realizzazione delle mostre da lui curate sono stati dirottati su altri settori. Adesso Sgarbi commenta: «Vorrei evitare finimondi».