IL CASO

Giornalismo, Nuzzi non è ‘intoccabile’. Dopo il libro sul Vaticano La7 lo scomunica

Potrebbe arrivare Michele Santoro

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Gianluigi Nuzzi

Gianluigi Nuzzi

TELEVISIONE. La conferma l’affida il giornalista ad un tweet sui social network: «A settembre Gli Intoccabili non torneranno in onda su La7. Mi dispiace».

Nient’altro, nessun dettaglio e a chi gli chiede il motivo replica: «non è una mia scelta», o ancora «essendo una decisione de La7 credo che bisognerebbe chiederlo alla rete».
Finisce dunque per il momento l’avventura televisiva del giornalista di Libero e autore del libro ‘Sua Santità’ sulle carte segrete che hanno fatto tremare il Vaticano portando all’arresto del maggiordomo del Papa Paolo Gabriele.
Il libro, che si avvia verso la terza ristampa, ha creato malumori, non solo in Vaticano che dopo la pubblicazione ha comunicato che agirà per vie legali. Anche in Parlamento c’è chi lo guarda con sospetto e preoccupazione. Il deputato Arturo Iannaccone, capogruppo e vicepresidente di Grande Su, ha presentato una interrogazione parlamentare parlando addirittura di un «atto criminoso» che «potrebbe avere ripercussioni di carattere internazionale».
Ma Nuzzi non accetta critiche di questo genere e, come ha spiegato a Repubblica, chiede di riflettere: «sono io che delegittimo le Sacre Istituzioni o sono loro che si autodelegittimano con l’omicidio Calvi, con Emanuela Orlandi, con la strage delle guardie svizzere, con la banca dello Ior?»

Ma in queste ore è proprio il giornale per cui lavora Nuzzi, Libero, a porsi qualche domanda sul programma rimosso dai palinsesti da Ti Media: «non sarà mica che da quelle parti, in un momento delicato in cui la rete è sul mercato, non si sia voluto “infastidire” ulteriormente i vertici della Chiesa?».
Senza giri di parole, il sito Dagospia ha parlato di un «diktat vaticano» parlando di «Nuzzi al rogo».
E se Nuzzi va via potrebbe arrivare , invece, Michele Santoro che dovrebbe andare in onda al giovedì sera alternandosi con il Piazzapulita di Corrado Formigli. Al momento con il giornalista di Servizio Pubblico si sarebbe raggiunto solo un accordo verbale e qualcuno dice che stia tergiversando perché spera ancora in un ritorno in Rai, e più precisamente sulla seconda rete, lì dove era stato costretto a chiudere i battenti per tentare l’esperimento chiuso poche settimane fa, di sinergia tra il web e le realtà locali.