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Esodati, anche la Provincia di Chieti chiede misure urgenti

Approvata all’unanimità la mozione dei consiglieri Pdl Sisti e Sigismondi

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Esodati, anche la Provincia di Chieti chiede misure urgenti
CHIETI. La Giunta Provinciale deve attivarsi con il Governo perché siano risolti tutti i problemi creati dall’ultima riforma pensionistica “Fornero” ai lavoratori over 50 esodati, in mobilità o autorizzati alla contribuzione volontaria e che non possono più accedere in tempi rapidi al trattamento pensionistico.

Questa è la richiesta contenuta nella mozione presentata dai consiglieri provinciali del Pdl Paolo Sisti ed Etelwardo Sigismondi, approvata all’unanimità dal Consiglio Provinciale di Chieti nella seduta di martedì scorso.
Si è venuta a creare la situazione ingiusta e paradossale per la quale alcuni lavoratori che, sfruttando una legge dello Stato, in accordo con le loro aziende hanno concordato l’uscita anticipata dal mondo del lavoro, ora si trovano, per effetto della recente riforma, senza più lavoro e senza l’età per andare in pensione.
Con il trascorrere delle settimane si è accertato che i lavoratori cosiddetti “esodati” sarebbero circa 370 mila, presenti anche in Abruzzo e in Provincia di Chieti; per loro e per le loro famiglie si prospetta un periodo difficile perché rischiano di rimanere senza reddito e senza pensione per alcuni anni.

«Gli ultimi provvedimenti del Governo e segnatamente la riforma pensionistica “Fornero” –dichiarano Sisti e Sigismondi - hanno inciso pesantemente e negativamente sui lavoratori che si trovano in situazione di mobilità, di esodo o autorizzati alla contribuzione volontaria a seguito di intese con il datore di lavoro. Infatti un numero consistente di persone si trova in una situazione non prevista al momento della stipula degli accordi sottoscritti con le aziende, secondo i quali la fine del periodo della mobilità coincideva con l’avvio della pensione».

«La riforma del sistema pensionistico invece – continuano Sisti e Sigismondi - ha unilateralmente spostato avanti nel tempo, anche di 2, 3, 4, 5 anni, il possibile accesso alla pensione determinando così per gli “esodati” un vuoto di alcuni anni che non è coperto nè da retribuzione, né da ammortizzatori sociali, nè dalla pensione»
«E’ intollerabile l’inerzia del Governo e del ministro Fornero su una vicenda così delicata, così come è censurabile la diatriba sui numeri degli esodati tra l’Inps e lo stesso Ministro Fornero. Ci sono famiglie che vedono calpestati i propri diritti e attendono una risposta. Il Governo – concludono i consiglieri Sisti e Sigismondi – deve intervenire immediatamente e trovare le soluzioni e le risorse necessarie per porre rimedio a tale ingiustizia