IL FATTO

Anonymous contro la mafia del Congo ed i suoi membri anti-Grillo

Il “membro anziano” degli hackers si scusa per l’attacco al sito del leader politico e "radia" il colpevole

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2704

Anonymous contro la mafia del Congo ed i suoi membri anti-Grillo
INTERNET. Tango down (affondamento). L’ennesimo tango Down. Forse uno dei più deflagranti. Anonymous ha messo ko il sito internet di Traxys, multinazionale che commercia coltan e cassiterite (minerali ultra ricercati). A riferirlo a PrimaDaNoi.it è uno dei leaders dell’organizzazione hackers italiana.

 L’operazione Green Rights ha portato allo scoperto un giro d’affari tra l’azienda leader nel settore e la cellula di ribelli del Congo, la Fdlr. Quelli che hanno rivendicato stupri, sevizie e attentati contro la vicina Ruwanda. Uno scambio alla pari: io ti do le armi, tu mi dai i minerali a basso prezzo. La filiera del traffico è ben articolata. Ci sono le compagnie di export che commissionano l’affare, gli intermediari che si rapportano ai ribelli, i ribelli che ottengono la merce. La manodopera a basso costo (minatori, bambini, artigiani) che la producono. Le Nazioni Unite lo hanno subodorato il losco giro molto prima degli Anonymous. In un dossier del 2008 gli osservatori dell’Onu hanno ipotizzato un traffico di armi e minerali tra la multinazionale ed i ribelli.
Il coltan e la cassiterite sono minerali che fanno gola alle industrie di elettronica che fabbricano cellulari e smartphone. La cassiterite è “parente” dello stagno che è presente nella maggior parte dei dispositivi elettronici in uso: pc, mp3 cellulari, aerei, automobili, hi-fi, televisori, decoder, scanner, stampanti.
Nokia, Ericsson, Siemens, Sony, Intel, Hitachi, IBM , Samsung, Motorola, Panasonic, LG, Dell, Apple sarebbero infatti direttamente implicate nel traffico di coltan, come scoperto da un precedente attacco Anonymous.
Tra la Traxys ed i ribelli la trattativa è chiara.

Il giornale International Business Times riporta alcuni stralci di e-mails scambiate tra la multinazionale e membri del gruppo congolese. «Ci stiamo occupando smistando di siete interessati?», scrive il ribelle Thierry Salvakalumba il 18 maggio, «possiamo darvi questi prodotti. La quantità disponibile è di 30.000 Mt, il grado tra 65%e 72% pb, non meno. Abbiamo già iniziato a spostare il minerale piombo da Rdc al nostro magazzino in Zambia. Fateci sapere se interessati. Saluti». Lo spostamento della merce: un accorgimento molto usato nel mondo del contrabbando. Il materiale originario dal Congo viene trasportato altrove prima di essere commercializzato, così da non destare sospetti e sfuggire ai controlli.
La Traxys poco dopo fa sapere di sì. «Abbiamo accesso a 5 tonnellate/mese di Tantale e Coltan e stiamo cercando un partner per processare e raffinare il materiale. Vi preghiamo di contattarci. Cordiali saluti Steen B».


«L’ATTACCO AL SITO DI GRILLO? UNO STUPIDO ERRORE»
A fronte di un successo, c’è anche un insuccesso.         Questa volta pesante e che merita «punizioni esemplari».
Il membro di Anonymous infatti si dice contrario all’attentato al sito di Beppe Grillo di alcune settimane fa. «E’ stato un fail» (un terribile errore) condotto da «un attivista scapestrato» che non aveva la maggioranza e che avrebbe agito con troppa libertà in assenza del coordinatore.
Secondo la fonte interna ad Anonymous si sarebbe trattato della sperimentazione di una nuova botnet (una rete formata da computer che serve per infettare con virus altri pc) e si sarebbe voluta sperimentarla proprio sul sito di Grillo.
«E’ stato un errore non solo perché Anonymous non ha nulla contro Grillo (che porta avanti le sue
attività, al di là delle finalità, con fondi propri, senza percepire soldi pubblici, quindi fuori dalla nostra area di interesse) ma anche perchè si poteva considerare come una fonte di informazione seppure
non accreditato».
Il responsabile dell’attacco è stato poi «cacciato con ignominia dai ranghi del movimento».
«Mi auguro che fiaschi simili non si ripetano in futuro», ha detto il coordinatore italiano del movimento di protesta, «capisco perfettamente che questa storia ha minato alla base la residua
credibilità che potevamo avere e  me ne dispiace infinitamente».
m.b.