EURO '12

Euro ’12, Italia-Spagna 1-1. Tifosi sbeffeggiano Buffon

Striscione «scommettiamo» per il capitano azzurro

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Euro ’12, Italia-Spagna 1-1. Tifosi sbeffeggiano Buffon
DANZICA (POLONIA). «Non ci deludete: abbiamo $commesso su di voi».

Lo striscione di un gruppo di tifosi azzurri, amanti delusi arrivati fino a Danzica per seguire la Nazionale, non è sfuggito a Gigi Buffon. «Cosa ho pensato quando ho visto quella scritta? Simpatici...», la battuta al volo del portiere, mentre dal pullman i compagni lo reclamavano per andar via. Ieri sera c'era poco spazio per amarezza e polemiche. Era rimasto per ultimo negli spogliatoi, il portiere e capitano della Nazionale. Un po' per le lunghe interviste tv, molto per il gusto di quel complimento ricevuto da Napolitano.
«E' stato un onore, lui è il primo cittadino e ci rappresenta tutti. Però anche noi abbiamo dato un segnale importante al Paese", racconta poi Buffon. "Qual è il feeling che mi lega al presidente? Non lo so, però c'è», aggiunge poi, rispondendo a chi gli chiedeva di raccontare le parole di Napolitano in ricordo del suo discorso 'politico' al Quirinale. «L'ho definito una personalità non catalogabile, e questo credo gli abbia fatto piacere...», aggiunge Buffon. Poi, si passa agli elogi della squadra.
«Stasera ho visto l'Italia che ho sempre sognato. Una squadra in cui tutti si aiutano, quando il compagno va in difficoltà. Stasera sono orgoglioso: ci eravamo dimenticati che qui giocano dei campioni del mondo». Ovvero Andrea Pirlo, per il quale «alla fine questo pari è anche un'occasione persa» o Daniele De Rossi, sincero nell'ammettere che «abbiamo ritrovato un po' della fiducia persa, e a ragione». Buffon invece alla vigilia aveva fatto la distinzione tra forti e bravi: la partita ha spiegato cosa voleva dire: «Loro sono i più forti di tutti, e stasera l'hanno dimostrato. Ma noi siamo stati bravi. Hanno trovato pane per i loro denti».


DI NATALE, DOPO EUROPEO LASCIA?
E' finita da poco Italia-Spagna e nella 'pancia' dello stadio di Danzica è una processione di giornalisti di varie nazionalità verso quelli italiani. La domanda è sempre la stessa: davvero Totò Di Natale ha espresso propositi di ritiro dal calcio al termine di questo Europeo? La domanda viene riproposta anche al diretto interessato, che sfodera un sorriso e risponde con un «riparliamone al termine del torneo». Poi esce all'aperto, nella zona dove sono parcheggiati i bus delle due squadre, e si ferma a firmare autografi; mentre altri come Cassano e Balotelli scappano via non degnando di uno sguardo non solo i reporter ma anche i tifosi che li acclamano. Ma forse è meglio così, perché a Casa Italia l'uomo del giorno è l'intramontabile attaccante dell'Udinese. «E' il mio più bel gol con la maglia della Nazionale - dice con aria visibilmente soddisfatta -. Sono entrato e dopo cinque minuti avevo già segnato. Ho finalmente scacciato in fantasma, perché ero stato io, quattro anni fa, a sbagliare uno dei rigori proprio contro la Spagna, e ancora mi portavo dietro quel fastidioso ricordo».
«E' stato un gol che ho atteso per quattro anni - sottolinea -, con il quale mi sono riscattato e ho dato un po' di gioia agli italiani, non solo quelli che sono qui ma anche a chi è rimasto a casa».
«Comunque la Spagna è una grande squadra - aggiunge -, con tanti campioni, ed anche per questo questa rete mi ha regalato un'emozione particolare. E' una stata una partita molto combattuta, in cui si sono viste due squadre che volevano vincere e che in questo Europeo vogliono arrivare fino in fondo». Per la rete segnata divide i meriti con Andrea Pirlo. «E' stato bravissimo a servirmi quella palla in area - sottolinea Di Natale - e poi sono stato bravo anch'io a sfruttarla ed a battere Casillas con il destro. Ora mi rimetto a disposizione di Prandelli, perché devo farmi trovare pronto a scendere in campo ogni volta che il ct me lo chiede. Lui fa le sue scelte, poi sta a me non deluderlo». «Balotelli mi ha detto qualcosa? Noi parliamo tutti i giorni, e cerchiamo sempre di darci una mano», prosegue. Di Natale ha poi avuto anche l'occasione di realizzare una doppietta, «ma ho colpito il pallone troppo bene, e quando succede poi va a finire che non entra». Pazienza, vuol dire che la prossima rete se la riserva per i prossimi impegni, «perché dopo questo risultato, è importantissimo continuare. Non possiamo fermarci proprio adesso». Il ct croato Bilic è avvisato: giovedì prossimo a Poznan c'é la sfida con l'Italia. Poi lunedì 18 gli azzurri affronteranno l'Irlanda di Trapattoni. Totò ha deciso che il sogno europeo deve proseguire, e Vienna 2008 è finalmente dimenticata.