PETROLIO E TERREMOTI

Autorizzata al fracking in area a rischio a Grosseto: era la stessa ditta dello stoccaggio in Emilia

Da indagine di D’Orsogna emergono nuovi dettagli sulla pratica di estrazione idrocarburi

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Autorizzata al fracking in area a rischio a Grosseto: era la stessa ditta dello stoccaggio in Emilia
SAN FELICE SUL PANARO. Ribolla, un piccolo paese di 2115 anime in provincia di Grosseto.

Tristemente nota per una forte esplosione causata dalle fughe metanifere il 4 Maggio 1954 che costò la vita a 43 persone. E’ qui che la ditta di stoccaggio di gas la Independent Resource è stata autorizzata dal Governo italiano a fare attività di fracking (estrazione di metano dalle rocce).
San Felice sul Panaro, 20 maggio 2012. Uno degli epicentri del terremoto che ha squarciato l’Emilia Romagna. E’ qui che la stesa ditta che ha operato a Ribolla, la Independent Resource, è stata autorizzata a stoccare gas.
E poi c’è Maria Rita D’Orsogna, ricercatrice americana che da mesi si batte nel suo Abruzzo contro il centro Oli di Ortona e che adesso mette insieme i pezzi partendo proprio da queste due zone e svelando le autorizzazione taciute, le verità nascoste, i fatti non divulgati. 


LE ESTRAZIONI IN EMILIA
«L'altro giorno cercavo informazioni sulla Erg Storage Rivara, per capire esattamente in che modo facessero lo stoccaggio del gas in Emilia. Questa Erg Storage e' di proprieta' della Erg, una societa' italiana che la detiene al 15% e al restante 85% della ditta inglese Independent Resources, creata nel 2005».
Così Maria Rita D’Orsogna si è addentrata nell’intricato mondo degli estrattori. Ci è abituata. Sono anni che conduce una battaglia contro le compagnie di petrolio.
La D’Orsogna ha scoperto che la Independent Resource ha le idee chiare in Emilia, non vuole mollare il territorio neanche di fronte alle dichiarazioni del Ministro Clini che ha tirato il freno sullo stoccaggio di idrocarburi in aree a rischio sismico.
L’azienda ha intenzioni serie sul territorio italiano. Il suo scopo ultimo, come si legge dai documenti ufficiale della ditta,«e' quello di integrare le sorgenti di gas, lo stoccaggio e il trasporto con i consumatori del gas che operano all'ingrosso. L'Italia e' destinata a passare da un vasto mercato di destinazione a diventare anche il principale ponte energetico fra il Nord Africa e l'Europa».
Insomma l’Italia come scalo; l’Italia come centro all'ingrosso; l’Italia come "autostrada del gas" e parcheggio. Nel documento, riporta la D’Orsogna, «aggiungono (la ditta ndr) che gli piace il posto perche' la struttura sara' grande, le unita' costeranno poco, la posizione e' ideale lungo "l'autostrada del gas" e perche' sara' piu' facile stoccare e erogare gas con le loro nuove tecniche che differiscono da quelle "convenzionali"».
In Emilia, l’azienda non pratica il fracking anche se fanno riflettere queste parole  scritte dalla Independent Resource. «Al momento, il cuore delle attivita' di svilupppo della Indepedendent Resources includono un importante centro di stoccaggio sotterraneo di gas, una nuova sorgente di gas non-convenzionale in terraferma in Italia, e una nuova sorgente di petrolio convenzionale in Tunisia». Sorgente di gas anticonvenzionale per Maria Rita D’Orsogna ha un solo significato: fracking. Quella pratica che inietta liquidi chimici nelle rocce e le squarcia per estrarre idrocarburi (gas e petrolio).


RIBOLLA

In Emilia no, ma a Ribolla sì. Qui la Independence Energy ha fatto attività di fracking tra il 2006 ede il 2009. La D’Orsogna non sa bene quando. Ma non le importa. Il dato certo è che lo ha fatto. Ed anche stavolta sono le comunicazioni dell’azienda a garantirlo.
Ribolla è passata alla storia come la miniera della tragedia. Spulciando sul Web Maria Rita D’Orsogna ha scoperto che la licenza ad operare qui si chiama “Fiume Bruna”, e la Indepenent Resources l'ha ottenuta dal governo italiano nel 2005.
E pare, secondo l’esperta, che l’azienda stia cercando un partner per fare questo fracking in modo produttivo, dopo le prove degli anni scorsi e che stia facendo quello che si dice "farm out", cioe' trovare qualcuno piu' esperto a farlo e con cui dividere i profitti.
Il silenzio di questi anni è stato forte, e per la D’Orsgona è il momento di romperlo con una sequela di domande, una dopo l’altra. «Esattamente cosa hanno fatto a Rivara finora? Cosa sono i botti che la gente continua a dire di avere sentito? Puo' essere che facessero delle prove di fracking anche li? Dove altro hanno fatto fracking? La sperimentazione del 2006 come e' andata a finire? Lo stanno facendo adesso in altre parti d'Italia? E' una coincidenza che la stessa ditta che vuole fare stoccaggio in Emilia e' la stessa che fa fracking a Grosseto? Perche' il nostro governo gli ha dato le licenze senza dire niente alla gente? E ancora, è cosi' fantascienza che vogliano farlo anche in Emilia visto che hanno gia' fatto loro stessi fracking a Grosseto e visto che in zona ci sono molti pozzi dismessi, che forse potrebbero essere fraccati per offrire ancora altre gocce di gas? ».
m.b.