CALCIOSCOMMESSE

Nuova bufera sulla serie A. Arresti e perquisizioni. Conte indagato: «associazione a delinquere»

Sebastiani: «noi siamo sereni»

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Antonio Conte

Antonio Conte

CREMONA. Ci sono anche calciatori di serie A tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Cremona nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse.

Il Gip Guido Salvini ha emesso complessivamente 19 provvedimenti, uno in meno delle richieste del pm: la procura infatti aveva chiesto anche l'arresto dell'attaccante del Genoa Giuseppe Sculli. Dei 19 provvedimenti, 14 sono ordinanze di custodia cautelare in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 2 provvedimenti di obbligo di presentazione all'autorità giudiziaria. I destinatari sono cinque cittadini ungheresi, 11 tra calciatori ed ex giocatori, e tre soggetti legati a dei calciatori. Tra questi anche Stefano Mauri (custodia cautelare in carcere) che da sette stagioni veste la maglia della Lazio di cui è capitano: 32 anni, brianzolo doc (é nato a Monza), entra nei verbali dell'inchiesta di Cremona sul calcioscommesse tirato in ballo da Carlo Gervasoni in merito alle presunte combine delle partite Lazio-Genoa e Lecce-Lazio, nella scorsa stagione di Serie A. Nella vicenda non gli giova nemmeno l'amicizia con Alessandro Zamperini, conosciuto ai tempi di Modena.
Anche nel campionato appena terminato Mauri è stato assoluto protagonista nonostante un infortunio che lo tiene fermo per diverso tempo, con un viaggio negli Usa per curarsi, proprio nei giorni in cui il suo nome comincia ad essere accostato all'inchiesta calcioscommesse. Mauri torna, il 4 marzo 2012 firma la rete che regala alla Lazio la vittoria nel derby di ritorno. A rete va anche contro la Juve nel match di Torino che sembra essere un bivio scudetto, prima del gol vittoria di Del Piero. Il suo campionato si chiude con una rovesciata spettacolo nel 3-1 col Napoli. Quel giorno Mauri non sa che la stagione avrà un epilogo ben più amaro.

Poi ci sono Omar Milanetto (ex giocatore Genoa, ora al Padova - custodia cautelare in carcere); Kewullah Conteh (ex giocatore del Piacenza - obbligo presentazione); Jose Inacio Joelson (giocatore del Pergocrema - arresti domiciliari); Alessandro Pellicori (giocatore svincolato del Queen's Park Rangers - custodia cautelare in carcere); Paolo Domenico Acerbis (giocatore del Vicenza - custodia cautelare in carcere) Ivan Tisci (ex calciatore - custodia cautelare in carcere); Francesco Ruopolo (calciatore del Padova - obbligo presentazione); Marco Turati (giocatore del Modena; custodia cautelare in carcere); Cristian Bertani (ex giocatore del Novara, ora alla Sampdoria - custodia cautelare in carcere); Vittorio Gatti (custodia cautelare in carcere) Luca Burini (arresti domiciliari); Daniele Ragone (arresti domiciliari).

GLI UNGHERESI
E ci sono anche cinque cittadini ungheresi tra i destinatari dei provvedimenti emessi dalla procura. Si tratta di Zoltan Kenesei (già detenuto in Ungheria); Matyas Lazar (già detenuto in Ungheria - custodia cautelare in carcere); Lazlo Schultz (custodia cautelare in carcere); Laslo Strasser (custodia cautelare in carcere); Istvan Borgulya (custodia cautelare in carcere). Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della polizia, i cinque facevano parte di una 'cellula' che riferiva direttamente al boss dell'organizzazione criminale, il singaporiano Eng Tan Seet, colpito da un'ordinanza di custodia cautelare emessa lo scorso dicembre. La cellula degli ungheresi si è di fatto sostituita al gruppo degli 'zingari' - decimato dagli arresti dei mesi scorsi - per continuare nella manipolazione degli incontri dei campionati di calcio italiani. Gli investigatori hanno accertato diversi contatti tra i calciatori e gli emissari del gruppo, proprio in occasione di incontri da truccare.


INDAGATO L’ALLENATORE DELLA JUVE
Perquisizioni sono state compiute dalla polizia nei confronti dell'allenatore della Juventus, Antonio Conte, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Cremona sul calcioscommesse. Secondo quanto si apprende, Conte è indagato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva.

Il coinvolgimento dell'allenatore della Juventus Antonio Conte è dovuto al periodo in cui era allenatore del Siena. E' stato in particolare il calciatore Filippo Carobbio a chiamarlo in causa per Novara-Siena del 30 aprile 2011. «Lo stesso allenatore Antonio Conte - aveva raccontato Carobbio - ci rappresentò che potevamo stare tranquilli in quanto avevamo raggiunto l'accordo con il Novara per il pareggio».

Su mandato della procura di Cremona la squadra mobile della Questura di Aosta ha perquisito questa mattina, alle 4, l'abitazione di Fenis di Sergio Pellissier, attaccante del Chievo coinvolto nell'inchiesta sul calcioscommesse. Analoga ispezione è avvenuta nella casa di Verona del giocatore, che risulta essere indagato. All'interno della villa sulla strada statale 26 sono stati sequestrati computer, ipad e pennette usb che verranno messi a disposizione degli inquirenti.

PERQUISIZIONI A COVERCIANO
Ma gli investigatori sono andati anche a Coverciano, nel ritiro degli azzurri per una perquisizione a Domenico Criscito. Il difensore azzurro è accusato di Dopo due ore e mezza, le due macchine delle forze dell'ordine con a bordo cinque tra agenti e funzionari dello Sco hanno lasciato il centro tecnico . Gli agenti si erano presentati alle 8,25 al ritiro azzurro, dove la Nazionale prepara gli Europei 2012.


CHIESTO ARRESTO SCULLI
Il gip di Cremona Guido Salvini non ha accolto la richiesta di arresto avanzata dalla procura di Cremona nei confronti dell'attaccante del Genoa Giuseppe Sculli. Il giocatore è indagato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. Cresciuto nella Juventus, natali calabresi e un passato "scomodo" legato al nonno, Giuseppe Morabito, di Africo (Reggio Calabria) detto Tiradritto, finito in tante inchieste sui clan della 'ndrangheta, Giuseppe Sculli, 31 anni, attaccante del Genoa,è stato tirato in ballo da Hristiyan Ilievski, figura di spicco degli 'zingari' che ha parlato del presunto coinvolgimento dell'attaccante in Lazio-Genoa del del 14 maggio del 2011. Tutto carattere e determinazione, in campo come nella vita, uomo spogliatoio per eccellenza, Sculli è nato a Bruzzano nella Locride. Nipote prediletto di Tiradritto, quell'uomo ingombrante lo ha sempre difeso in modo netto anche quando disse: «Vergognarmi? Io vado a testa alta, per me mio nonno non ha fatto nulla di male». Sculli come non ha avuto esitazioni a difendere il nonno, così non ne ha avute nella domenica di follia degli ultras di Genova. Si è mosso deciso verso i tifosi per spiegare loro come stavano le cose. E la maglia non se l'é tolta. Cresciuto nella Juventus, ha giocato col Crotone dal 2000 al 2002. Poi è stata A, con Modena, Chievo, Brescia e Messina, e soprattutto Nazionale Under 21, con cui ha conquistato un Bronzo alle Olimpiadi di Atene e il Campionato europeo del 2004. Il Genoa lo ha preso nel 2006, ma, poche settimane dopo ha avuto otto mesi di squalifica con l'accusa di aver truccato assieme ad alcuni compagni del Crotone una gara con il Messina.

 

ARRESTATO ANCHE GRITTI
Il calciatore dell'Albinoleffe Matteo Gritti è stato arrestato a San Benedetto del Tronto dove trascorreva un periodo di vacanza.

CALCIO NEL CAOS
Sorpresa e sconcerto. Sono le sensazioni di due dei campioni del mondo del 2006, tornati stamattina a Coverciano per il corso da allenatori e informati della notizia delle perquisizioni nel ritiro Azzurro con avviso di garanzia a Domenico Criscito. «Tutta questa vicenda fa male - ha detto Massimo Oddo, nel giorno della nuova operazione della Procura di Cremona con arresti e indagati - per lo sport, sappiamo che la giustizia sportiva ha tempi diversi. Io spero che dentro questa vicenda possa dimostrare la propria estraneità». Marco Materazzi, autore del gol nella finale di Berlino, racconta che la notizia ha raggiunto gli ex Azzurri mentre arrivavano a Firenze. «Fino a poco fa non sapevo nulla, ero in treno - ha detto l'ex difensore - anche nel 2006 c'era uno scandalo, reagimmo e vincemmo».

SEBASTIANI (PESCARA CALCIO): «NOI SERENI»
«E' una pagina molto triste che contrasta con la festa che abbiamo vissuto noi a Pescara. E' un colpo pesante che fa molto male a tutto il movimento». Il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani non nasconde l'amarezza per i nuovi provvedimenti nell'ambito del calcioscommesse. «Noi siamo tranquilli - sottolinea Sebastiani a Radio anch'io lo sport, parlando del presunto coinvolgimento del club abruzzese - perché come società non abbiamo alcun problema».