L'INCHIESTA

Calcioscommesse, scatta nuova fase dell’inchiesta. Ora trema la serie A

Procuratore Figc incontra pm Laudati

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Calcioscommesse, scatta nuova fase dell’inchiesta. Ora trema la serie A
ROMA. La valanga di deferimenti (22 club compreso il Pescara, 61 persone fisiche) partita mercoledì non si è ancora arrestata

Il procuratore federale Stefano Palazzi è pronto a dare un nuovo impulso all'inchiesta sul Calcioscommesse. Stamattina, infatti, incontrerà a Bari Antonio Laudati, a capo della Procura del capoluogo pugliese, per ricevere il materiale tanto atteso e dare così il via a quella seconda tranche d'inchiesta che fa tremare diversi club, Lecce e Bari su tutti. L'attività degli inquirenti pugliesi è ancora in pieno svolgimento - lo dimostrano i recenti arresti dei tre ultrà del Bari - non si sa quindi quali e quante carte Palazzi potrà ottenere oggi. Si pensa però abbastanza per dare nuovo materiale agli 007 federali che sperano di avere in mano quei tasselli mancanti per completare le loro valutazioni sui club momentaneamente stralciati dai deferimenti partiti lunedì.
Finora, infatti, il lavoro di indagine della Procura di via Po si è basato sugli atti della Procura di Cremona e sulle testimonianze dei supertesti Carlo Gervasoni, Vittorio Micolucci e Filippo Carobbio. Su parte delle loro confessioni si basano i primi 83 rinvii a giudizio, l'altra parte (nonostante Palazzi abbia già sentito quasi tutti i tesserati citati da Gervasoni) sarà unita al materiale di Bari (comprese le ammissioni di Andrea Masiello). L'operazione fatta finora da Palazzi è chirurgica e soltanto il Siena (uno dei club di A deferiti, assieme ad Atalanta e Novara) probabilmente dovrà prepararsi a un doppio processo. Nel primo, quello che prenderà il via dopo il 21 maggio allo Stadio Olimpico, dovrà rispondere di responsabilità oggettiva per l'associazione finalizzata alla commissione di illeciti (art. 9 del CGS) contestata a Carobbio (rischia la radiazione assieme a Sartor, Bertani, Cassano, Doni e Zamperini). «Purtroppo abbiamo avuto la sventura di avere tra i nostri tesserati Carobbio - sottolinea responsabile dell'area tecnica del Siena Perinetti -, e per questo motivo è toccato il deferimento ma di fatto alla nostra società non è stato contestato nulla. Poi non sappiamo cosa ci riserverà la seconda fase dell'inchiesta, lo vedremo più avanti».
 Carobbio, infatti, sia a pm di Cremona che a Palazzi, avrebbe rilevato particolari compromettenti sul club toscano e sullo stesso allenatore Antonio Conte (rischia l'omessa denuncia). Gervasoni, invece, fa il nome del presidente Massimo Mezzaroma durante l'interrogatorio del 12 marzo a Cremona: «Gegic mi riferì di aver appreso da un suo amico del Kazakistan che il presidente del Siena diede dei soldi ai giocatori del Modena Tamburini e Perna, per vincere l'incontro». L'audizione in Procura Figc del numero uno senese, prevista ad aprile e slittata per motivi di salute del dirigente, dovrebbe svolgersi in tempi brevi. Indiscrezioni riportano che il presidente oggi avrebbe commentato in tono preoccupato le 297 pagine di deferimenti e avrebbe ribadito che i bianconeri toscani sono «i primi a volere fare chiarezza». 

TREMA QUALCHE AZZURRO DI PRANDELLI
A tremare per la nuova tornata di rinvii a giudizio sono però in tanti club di A e addirittura qualche azzurro di Prandelli (a diversi calciatori sarà contestata l'omessa denuncia). La nuova ondata è prevista per i primi di giugno con un processo Bis al termine degli Europei di calcio. E forse un ulteriore Calcioscommesse Ter, necessario se dovesse giungere nuovo materiale da Cremona, oltre a quello già atteso da Napoli. La scadenza è luglio: la Figc spera che si chiuda in tempo per consegnare alla Uefa le squadre italiane iscritte alle coppe. Sarà quindi un'estate caldissima che inizierà con il processo di fine mese, abbondante antipasto di uno scandalo che non sembra arrestarsi.