LIBERTA' E DIRITTI

Libertà di espressione, l'Italia rischia il commissariamento dell'Onu

Le Nazioni Unite non si fidano: «vi mandiamo un controllore per le nomine Agcom»

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Corrado Calabrò

Corrado Calabrò

ROMA. Una specie di "tutor" potrebbe arrivare da oltreoceano, apposta per controllare le nomine per il rinnovo dei componenti delle autorità pubbliche di controllo italiane tra cui l’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni).

Si chiama Frank La Rue, relatore speciale delle Nazioni Unite per la libertà di manifestazione del pensiero che ha ufficialmente chiesto al sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura di vestire i panni di inviato speciale e di controllore in Italia. Una richiesta preoccupante per l’Italia che così entra nella top list dei Paesi a rischio libertà di espressione segnalati dalla Nazioni Unite. Come la Colombia con i problemi legati all’abuso di azioni per diffamazione, o il Senegal alle prese con l’assenza di pluralismo dell’informazione in occasione delle recenti elezioni, o l’Etiopia che ha fatto abuso della disciplina etiope anti-terrorismo per limitare la libertà di informazione.
La notizia è trapelata ieri, giorno in cui Corrado Calabrò, Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha detto addio alla sua poltrona presentando alla stampa il bilancio dei sette anni del suo mandato, dal 2005 al 2011.
Da quanto si apprende La Rue avrebbe già in mente un piano di trasparenza nelle nomine e avrebbe chiesto al sottosegretario agli Esteri di lanciare una consultazione pubblica coinvolgendo anche la società civile e pubblicando i curricula dei candidati. Di certo non sarà una sfida semplice per l’osservatore che dal Palazzo di Vetro si ritroverà catapultato nel Paese dove un po’ tutto è concesso.
Ma la trasparenza viene prima di tutto, lo sa bene la Open Media Coalition (Omc) che sta portando avanti la campagna informativa "Vogliamo Trasparenza" e che ha avuto un ruolo preciso e incisivo nella richiesta Onu. Infatti, il mese scorso la Omc ha inviato una lettera al Primo Ministro Monti in merito alla necessità di avere un osservatore Onu garante di imparzialità e correttezza come Frank La Rue per le nomine in Agcom.

L’intervento dell’Onu, diretto all’esecutivo italiano, non è il primo. Le Nazioni Unite intervengono dove registrano situazioni di preoccupazione e/o allarme in relazione a possibili violazioni dei diritti dell’uomo.
L’articolo 19 della Dichiarazione della Nazioni unite parla chiaro e dice che «ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere».
m.b.