IL FATTO

Ristorante «vietato ai politici». Deputati indignati, «trattati come cani»

«Ondata d’odio, Parlamento in pericolo»

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Ristorante «vietato ai politici». Deputati indignati, «trattati come cani»
PESARO. Un ristoratore di Fermignano (provincia di Pesaro e Urbino) ha deciso di vietare l'ingresso nel suo locale ai politici.

Per fare in modo che i diretti interessati recepiscano il messaggio e si tengano alla larga il titolare ha esposto anche un cartello, in bella evidenza, proprio all'ingresso dell'esercizio commerciale.
Il ristorante si chiama la Locanda La Brace e "consiglia" a «tutti i rappresentanti di partiti politici a ogni livello, di qualsiasi incarico» di non entrare e di «evitare la frequentazione» della country house. Motivo? «Le problematiche esasperanti che si stanno vivendo in questo nostro splendido Paese, causate dalla vostra categoria».
Il titolare del ristorante, Lorenzo Vedovi, respinge l'accusa di demagogia e ribatte: «Non tutti sono corrotti e responsabili dei problemi che il nostro Paese sta attraversando, ma fino a quando non vi sarà alcuno che denuncerà i propri colleghi rei di illeciti, i politici sono pregati di non varcare la soglia di questo posto incontaminato». «Una provocazione» dice francamente lo stesso Vedovi all'Ansa, un modo per attirare l'attenzione sul fatto che oggi «gli imprenditori sono costretti a fare gli equilibristi».
«Siamo al divieto di ingresso al ristorante ai politici, come ai cani: a quando l'obbligo per chi fa politica di girare con una croce gialla sulla giacca, come gli Ebrei sotto Hitler?» si è chiesto, sdegnato, l'onorevole Luca Paolini, deputato della Lega Nord, denunciando l'episodio e replicando. L'esponente del Carroccio ha incassato l'immediata solidarietà del deputato campano Vincenzo D'Anna, membro della Giunta per le Autorizzazioni a procedere di Montecitorio ed esponente della consulta regionale del Pdl Campania. «Il sonno della ragione genera mostri» ha sottolineato D'Anna proseguendo: «Il clima di odio e di livore contro Berlusconi si e' esteso a tutti. Complici guitti, comici, demagoghi alla Di Pietro, giornalisti milionari alla Santoro e Travaglio, giornali di regime ed i grandi potentati economici che ne detengono la proprietà che giocano allo sfascio del sistema democratico».
«Al di la delle colpe delle eterne classi dirigenti dei partiti politici che ripercorrono antiche strade - ha proseguito il parlamentare del Pdl - è in pericolo il ruolo del Parlamento e delle istituzioni nazionali. Il qualunquismo attecchisce laddove svaniscono le politiche assistenziali dello Statalismo pauperistico con il relativo debito pubblico. L'opportunismo dei beneficiati da quel sistema, degli evasori impenitenti fanno il resto».
«Occorre ribadire i valori dell'impegno politico e sociale anche in tempi tanto pieni di menzogne e di ipocrisia» ha concluso l'onorevole D'Anna.