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Santoro vuole tornare in Rai…da direttore generale

Il giornalista invierà il curriculum a Napolitano, Camera e Senato

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Santoro vuole tornare in Rai…da direttore generale
PERUGIA. «Monti dovrà prestare attenzione a questa richiesta perchè se la fase due non comincia dalla Rai vuol dire che non comincerà mai. Questa non è una questione soldi, ma di credibilità del governo».

Così Michele Santoro, ospite a 'In 1/2 h' su Rai3, ha risposto ad una domanda di Lucia Annunziata sulla reazione del premier Mario Monti alla sua candidatura alla direzione generale della Rai, insieme a Carlo Freccero quale presidente.
«La nostra non è una provocazione - ha proseguito Santoro -. Io e Freccero potremmo affrontare un dibattito con qualunque altro ticket. Abbiamo titoli, esperienza, abbiamo seguito una pratica multimediale che nessuno ha fatto in Italia. Se uno vuole prendere in mano la Rai e non fare tagli dolorosi, deve investire nella multimedialità, i dipendenti devono essere impegnati secondo progetti orizzontali e non verticali». Il conduttore di Servizio Pubblico fa sapere che «entro uno-due giorni» saranno presentati i curricula per la candidatura ai vertici Rai «al presidente della Repubblica, del Senato, della Camera e della Commissione di Vigilanza». Il suo per la poltrona di dg, quello di Carlo Freccero per la presidenza. Lo sguardo del giornalista è però tutto rivolto al premier: «E' una questione di credibilità del governo. Monti ci indichi un percorso, dia una scadenza di due settimane per presentare i curricula. Se dice che vuole muoversi dopo le nomine della Vigilanza, questo non ci sta bene».
L’autocandidatura ha già visto la prevedibile levati di scudi del Pdl, ma ha anche trovato sostegno nel centrosinistra e in Roberto Saviano, che su Twitter ha invitato Monti a premiare «il merito e la storia dell'azienda». Ha prodotto anche un concorrente: Gianpiero Gamaleri, già consigliere Rai dal 1998 al 2002, che ha presentato la sua candidatura. La legge Gasparri assegna a governo e Parlamento le nomine, possibili a partire dalla scadenza del cda Rai dopo l'assemblea degli azionisti del 4 e 8 maggio con l'approvazione del bilancio, ma il ticket di potere dei partiti non vuol sentir parlare e nega che la loro sia una provocazione. «Basta con i partiti - afferma Freccero -. Il mio è un curriculum tecnico. E' un problema di metodo, si faccia come per la Bbc. Io sto preparando un dossier teorico di 80-90 cartelle».
Santoro loda il Pd per la scelta di non partecipare alla spartizione delle poltrone, ma lo invita a scendere dall'Aventino. «I tempi sono stretti - avverte -. Bisogna costringere Monti a non aspettare le decisioni dei partiti, ma ad anticiparle. Poi i partiti non potranno far altro che seguirlo, se non vogliono precipitare ancora di più nell'opinione pubblica».
Il suo programma non prevede tagli. «A cosa serve un tagliatore di teste? Enrico Bondi - continua in merito alle voci che vedrebbero il manager in pole position per la carica di dg - o lo manda Mediaset o non si capisce». Santoro vorrebbe una Rai «con Fabio Fazio in prima serata su Rai1, con Roberto Saviano nella sua fila, Floris ad occuparsi di politica, Celentano a fare il talent scout, Vespa messo di fronte a sfide nuove».
«Ben vengano queste candidature - commenta il leader Idv Antonio Di Pietro -. Noi abbiamo già chiesto da tempo che vi sia la possibilità di presentare i curricula».
Nel Pdl all'ironia di Daniele Capezzone («Solo dg? Credevo che sfidasse Obama»), si unisce l'attacco di Alessio Butti che parla di una scelta di «supponenza». «Per la Rai - spiega - servono profili qualificati». Sabato il Pdl aveva parlato di candidature da Corea Nord.