IL MISTERO

Il giallo della spesa al Parlamento

Il mistero risolto a metà dalla trasmissione “Le Iene”

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6425

Il giallo della spesa al Parlamento
ROMA. Nessuna lista della spesa, né code al supermercato. Basta alzare la cornetta ed ordinare. In una manciata di minuti un fattorino arriva a casa e rimpingua il frigorifero. Vita da nobili? No, da onorevoli.

Ma chi sono i fortunati di Montecitorio che si fanno recapitare a casa i viveri dalle dispense del  Parlamento? A svelarlo è Filippo Roma inviato della trasmissione Le Iene nel servizio andato in onda il 25 aprile dal titolo “Per chi era la spesa in Parlamento” (seconda puntata de “Il Mistero della Spesa in Parlamento” lanciato la settimana prima).
 Montecitorio, cuore della politica, pomeriggio inoltrato. Due uomini in camice bianco vengono sorpresi mentre escono dall’ ingresso posteriore della Camera dei Deputati  con cinque buste  della spesa piene di cibo dirette chissà dove. Nei sacchetti con tanto di scritta “Camera dei Deputati” non manca nulla: dal latte ai biscotti al prosciutto, alle bottiglie.
Dopo aver avvicinato i due “commessi viaggiatori” Filippo Roma li ha incalzati di domande. «Per chi è questa spesa? Dov’è diretta? Lo sa che questi viveri sono pagati con soldi pubblici?», ha chiesto incassando risposte vaghe del tipo «per qualcuno», o «non lo posso dire». I due fattorini esasperati dalla Iena hanno trovato “rifugio” in un bar dove si sono fermati sino all’imbrunire. Poi, dopo aver ricevuto una chiamata, hanno fatto ritorno a passo svelto alla Camera.
Roma  a quel punto ha cercato risposte tra i dipendenti della Camera e gli uscieri del Parlamento ma non è stato accolto bene. Dopo un confronto concitato e qualche spintone  di troppo è stato sbattuto fuori insieme al suo operatore.
L’inarrestabile Iena nei giorni successivi ha chiesto aiuto ai parlamentari. C’è chi come Giorgia Meloni (Pdl) ha smorzato i toni: «potrebbe essere la cosa peggiore del mondo o una cosa non grave ». Chi come Franco Frattini (Pdl) si è detto esterrefatto. Fabrizio Cicchitto (Pdl)  ha negato ogni tipo d’aiuto all’inviato «perché mi stai antipatico» e Pier Luigi Castagnetti (Pd) ha provato a giustificare i colleghi: «ci sarà stato un ricevimento», ha detto, «un buffet in qualche sala della Camera». Mentre Maurizio Lupi (Pdl) si è impegnato a parole ad aiutare l’inviato.
Poi, finalmente qualcosa si è smosso: Emanuele Fiano (Pd) a telecamera spenta ha confessato «che la spesa è destinata alla prima colazione dei Questori che abitano lì attorno» ma nega tutto a telecamere accese.
Solo grazie a qualche segnalazione anonima e all’aiuto della spazientita deputata  abruzzese Anna Paola  Concia (Pd)  il rebus si è risolto.  I due banconisti sono dipendenti della Camera assegnati al servizio Gestione amministrativa diretto dalla dottoressa Perrelli, effettuano il servizio di spesa a domicilio sistematicamente per vicepresidenti e questori che hanno appartamenti lì in zona e quel giorno avevano ricevuto un ordine di servizio di recapitare i viveri a domicilio. Non esiste alcuna norma che conceda benefits o vantaggi del genere per questori vice presidenti. Ora però non resta che scoprire chi tra i questori (Gabriele Albonetti Francesco Colucci, Antonio Mazzocchi), ed i vice presidenti della Camera (Antonio Leone, Rosy Bindi, Maurizio Lupi e Rocco Buttiglione)si faccia servire a casa.

GUARDA IL VIDEO
 
Marirosa Barbieri