LA PROPOSTA

Incidenti mortali: le associazioni delle vittime chiedono il reato di “omicidio stradale”

Presentate al parlamento 57mila firme per l’introduzione di pene più severe

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Incidenti mortali: le associazioni delle vittime chiedono il reato di “omicidio stradale”
ABRUZZO. Troppe morti da incidente stradale e soprattutto troppe responsabilità da parte di chi guida ubriaco o drogato, non solo nel sabato sera.

E a livello di opinione pubblica monta la richiesta di una maggiore inflessibilità nelle sanzioni decise dai giudici, che però applicano il Codice dove non è previsto il reato di omicidio stradale. Di qui la richiesta, soprattutto dei familiari delle vittime, per una stretta sulle punizioni.
«Indubbiamente serve una maggiore attività di prevenzione e di informazione per arrivare a condotte di guida che non mettano a rischio l’incolumità delle persone – commenta il generale Alberto Guidoni, esperto di viabilità stradale – ma da molti settori della società civile sale la richiesta di perseguire con maggiore rigore e con la certezza di una pena adeguata quello che viene definito “omicidio stradale con dolo eventuale».
 Lo chiedono soprattutto i familiari delle vittime. Anche sulla stampa la richiesta è ciclica e segue sempre gli eventi luttuosi o di particolare rilevanza che sollecitano il dibattito il quale altrettanto puntualmente scema fino a scomparire per riproporsi all’incidente mortale successivo.
«Questa richiesta è sempre più diffusa, specialmente quando il responsabile dopo la morte causata - cessate le esigenze cautelari – torna tranquillamente al volante. Gli avvocati spiegano che il nostro sistema penale, nell’attribuzione delle sanzioni, adotta un complesso  meccanismo di calcolo nel bilanciare le circostanze aggravanti  con quelle attenuanti, come l’incensuratezza. Il che consente che in assenza di altri i reati, non si  torna più in carcere. Di qui la pressione di tante associazioni nate nel nome di queste vittime stradali che spingono perché si  possa configurare l’ipotesi di “dolo eventuale”, per la gravità sociale, umana ed etica degli incidenti stradali».
 Proprio nei giorni scorsi sono state presentate 57 mila firme a Mario Valducci, presidente della commissione Trasporti della Camera, per l’introduzione di questo nuovo reato. In pratica quando un conducente consapevolmente provoca la morte di una  persona, perché guida con tasso alcoolemico superiore all’1,5% g/l o in stato di alterata vigilanza a causa dall’assunzione di droga, deve essere punito con una pena detentiva non inferiore nel minimo a otto anni e nel massimo a diciotto anni e con l’arresto in flagranza. Come sanzione amministrativa accessoria è prevista anche la perdita a vita  del diritto alla guida. Secondo il generale Guidoni «si va verso la configurabilità dell’omicidio volontario e non  più colposo conseguente ad incidente stradale. La nuova fattispecie di delitto autonomo di omicidio stradale - sebbene  modellato sullo schema del dolo eventuale - è stato richiesto dalle associazioni per soddisfare meglio le esigenze repressive e per renderlo più adeguato alla gravità del fatto sociale commesso».
s. c.