OMICIDIO MELANIA REA

Melania, un anno dopo. I Rea: «Salvatore dica tutta la verità»

Ieri la fiaccolata a Somma Vesuviana. Assenti i Parolisi

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2372

Melania, un anno dopo. I Rea: «Salvatore dica tutta la verità»
SOMMA VESUVIANA. Le lacrime di mamma Vittoria e il dolore fermo di papà Gennaro. E poi magliette con la scritta: "Giustizia per Melania".

 Ad un anno dalla sua morte, Melania Rea è stata ricordata così dalla sua famiglia, dai suoi concittadini, da chi non l'ha mai incontrata e pure le ha voluto dire: "Ti vogliamo bene".
Alle 19 è stata celebrata una messa in ricordo della giovane mamma uccisa nella chiesa di San Giorgio. Poi, a seguire, lungo le strade di Somma Vesuviana, si è svolta una fiaccolata. E dopo ancora la vita della 29enne napoletana è stata raccontata attraverso la proiezione di video e foto che hanno ricordato la sua vita.
Assente la famiglia Parolisi. Ad aprire la fiaccolata sono stati dei bambini con indosso cuoricini rossi, sui quali sono stati scritti i nomi di Chiara Poggi, Sara Scazzi, Yara Gambirasio, Elisa Claps, Simonetta Cesaroni, Lucia Manca tra le altre. «Se mi vede deve sapere che io voglio la verità, questo è il momento di parlare», ha detto piangendo la signora Vittoria, non nominando mai il nome di Salvatore Parolisi, unico indagato per la morte di sua figlia. Una verità che la mamma Vittoria al pari del fratello di Melania, Michele, chiede innanzitutto in nome della piccola Vittoria, la figlia di Melania. «Noi non vogliamo un colpevole ma vogliamo il colpevole», ha detto Michele.
«In questo anno, un tempo lungo, non ci siamo fatti travolgere dall'odio e dalla vendetta», ha detto il vescovo di Nola monsignor Beniamino Depalma in un messaggio fatto pervenire alla famiglia Rea e letto durante la celebrazione della messa.
«Questo é il giorno più difficile», ha ammesso Michele Rea, «perché si rivivono tutti i momenti, tutti i secondi di quel maledetto giorno di un anno fa, quando Melania fu uccisa. Siamo stati il più vicino possibile, io, mio padre e mia madre perché ne avevamo bisogno».
Ma ieri doveva essere un giorno particolare anche per un'altra ragione, ovvero perché si attendeva la decisione del Tribunale dei Minori di Napoli sulla patria potestà di Salvatore, una decisione rimandata invece almeno di qualche giorno.
«Spero, speriamo fino all'ultimo che non sia stato lui ad uccidere mia sorella – ha detto ancora Michele - ma devo aggiungere un però, perché ci sono tante cose che non tornano. Spero che non sia lui soprattutto per la piccola Vittoria, perché lei deve sapere che noi abbiamo fatto l'impossibile per trovare l'assassino e la verità sulla morte della mamma».