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Morte Morosini, l’amarezza di Zeman: «per Mancini non ci siamo fermati»

La rabbia di Sebastiani: «sciacallaggio vergognoso»

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Morte Morosini, l’amarezza di Zeman: «per Mancini non ci siamo fermati»
PESCARA. La partita con il Livorno, interrotta sabato scorso a causa della morte in campo di Piermario Morosini, continuerà il prossimo 15 maggio alle 20.45.

Intanto oggi, dopo giorni di silenzio è tornato a parlare l’allenatore del Pescara calcio. «Noi dopo la morte di Franco Mancini abbiamo dovuto giocare la partita col Bari: dopo la scomparsa di Morosini giustamente non si è giocato», ha commentato amaramente Zdenek Zeman. «Per me era stato più duro venti giorni fa per la scomparsa di Franco Mancini (preparatore dei portieri ed ex n.1 del Foggia dei miracoli, colpito da infarto lo scorso 30 marzo alla vigilia di Pescara-Bari, ndr) - ha spiegato l’allenatore in un convegno a Ortona con i ragazzi sul tema della legalità - devo dire che si è trattato di due tragedie che addolorano tantissimo. Si possono accomunare, anche se c'era un po' di differenza di età, ma mi dispiace che sono state trattate diversamente. Sono tragedie che accadono nel calcio come nella vita. Sono vicino ai giocatori del Livorno per un dolore grandissimo. Li capisco perché noi con Mancini abbiamo vissuto lo stesso dolore».
Il mancato rinvio della gara Pescara-Bari aveva suscitato non poche polemiche, anche per la disponibilità di entrambe le società a posticipare la gara: alla fine la Lega di B aveva sostenuto che non si era mai parlato di rinvio perché nessuno l'aveva chiesto. «Io non parlai dell'argomento perché ero troppo coinvolto emotivamente e personalmente, però secondo me la gara doveva essere rinviata».
Zeman non crede che il grande dispendio di energie dei giocatori di oggi possa essere legato a quello che è accaduto sabato scorso.
«Morosini aveva giocato poco - ha detto -: credo sette, otto partite. Molti giocatori hanno giocato di più eppure non hanno avuto problemi».
Al convegno di Ortona ha partecipato questo pomeriggio anche il presidente biancazzurro Daniele Sebastiani che ha attaccato soprattutto i media nazionali: «c’è stato un vero e proprio sciacallaggio mediatico che Pescara e il Pescara non meritavano. Credo di poter dire e ribadire che sia stato fatto tutto il possibile per salvare Piermario Morosini. I soccorsi sono stati tempestivi, e in campo c'erano tre medici dopo un attimo, come il nostro medico sociale, quello del Livorno e il professor Paloscia, che è primario dell'Unità cardiaca dell'ospedale civile. Io credo che i fatti siano questi e da profano aggiungo che purtroppo, come hanno sottolineato illustri luminari, probabilmente non c'era nulla da fare. Se non ci fosse stato l'episodio spiacevole, e assolutamente censurabile, del ritardato arrivo dell'ambulanza, non ci sarebbe stato tutto questo clamore mediatico, perché - ripeto - è stato fatto il massimo».

IL CALCIO SCOMMESSE
Archiviata la notizia della morte di Morosini Zeman ha parlato anche di calcioscommesse: «io feci due denunce in merito al calcioscommesse, ma poi non ho saputo più nulla. E sono passati ormai diversi anni. E' accaduto una volta a Salerno e poi ad Avellino nelle stagioni 2002 e 2003/2004. Ma ripeto che poi non ho avuto più notizie in merito. Il problema grosso del calcio di oggi - ha spiegato Zeman ai ragazzi che partecipavano al convegno - è sempre rappresentato dalle scommesse. Il calcio rischia così di non essere più credibile. E questo può anche portare alla fine del calcio stesso. Io mi auguro che a vincere sia sempre lo sport pulito».