INDUSTRIA

Gruppo Ragosta, il tribunale del riesame:«nessun concorso esterno con la camorra»

Garantiti i livelli occupazionali e l’attività dei vari stabilimenti

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Gruppo Ragosta, il tribunale del riesame:«nessun concorso esterno con la camorra»
NAPOLI. La camorra non ha mai contagiato il Gruppo Ragosta. Per il Tribunale della Libertà di Napoli non c’è stato concorso esterno con la camorra e, soprattutto, il Gruppo Ragosta non ha mai reimpiegato proventi dei clan: cadono così le due accuse più infamanti per le aziende dell’imprenditore Fedele Ragosta.

La misura cautelare nei confronti di Ragosta resta per le sole vicende relative ai reinvestimenti e per la presunta corruzione dei giudici tributari su cui, tuttavia, deve ancora pronunciarsi il Tribunale di Roma a cui gli atti sono stati inviati per competenza dai giudici partenopei.
«E’ stata una battaglia serrata ma leale, animata da una comune esigenza di affermare la verità», ha detto l’avvocato Mario Papa, «va dato atto che i Pubblici Ministeri hanno sostenuto la tesi dell’infiltrazione camorristica con grande forza e questo rende la decisione del Riesame, che ha spazzato via anche la minima ombra  della camorra sul Gruppo Ragosta, ancor più netta ed assoluta. La capacità di valutazione dei giudici  incoraggia quell’imprenditoria sana del meridione che deve difendersi dal potere delle mafie e, qualche volta, anche da quello dell’antimafia».
Al gruppo Ragosta fa capo anche il marchio Lazzaroni che ha sedi a Lainate (Mi) e ad Isola del Gran Sasso in provincia di Teramo.
Nonostante l’inchiesta giudiziaria il gruppo industriale ha continuato ad operare senza alcun tipo di interruzione diretta dagli amministratori giudiziari, nominati dal Tribunale di Napoli, che si sono insediati nel loro incarico per garantire la tenuta dei livelli occupazionali, nell’interesse delle centinaia di lavoratori del gruppo, e la normale prosecuzione di tutte le attività imprenditoriali del gruppo con il rispetto di tutti gli impegni assunti.
Dalla direzione de gruppo viene ribadita la «piena operatività delle aziende siderurgiche Imi Sud Laminati srl e Far Sud srl, delle strutture alberghiere, l’Hotel Raito, il Relais Paradiso, il La Plage Resort, ed il nascente Palazzo Montemartini, dell’azienda alimentare D. Lazzaroni & C. spa, e di tutte le società di gestione immobiliare tra cui la Immobilgest R.E. srl e la Fingestim srl».