IL CASO

Retroscena sul fondo "salva-stati". Ex Idv:«Monti vende l’Italia ai signori della finanza»

Aiuti in cambio di potere? La denuncia dell’ex dipietrista Lidia Undiemi

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Retroscena sul fondo "salva-stati". Ex Idv:«Monti vende l’Italia ai signori della finanza»
ROMA. L’Unione europea ha già dato l’ok (494 voti favorevoli), l’Italia ci sta pensando su.

Si tratta del contratto tra i Paesi membri dell’Ue e l’Esm (European Stability Mechanism) organo finanziario che presterà denaro agli Stati piegati dalla crisi chiedendo, in cambio, precise condizioni sui salari, sulle pensioni, sul taglio dei servizi pubblici.
Lo Stato in difficoltà che firmerà l’accordo potrà usufruire dei piani di finanziamento concessi dal “fondo salva-stati” (l’Esm) soltanto se cederà pezzi di sovranità riguardanti scelte di politica interna, benefici, immunità ed esenzioni. Insomma un contratto sbilanciato, una sorta di patto leonino che porterà indubbi vantaggi ad un manipolo di finanzieri e lacrime e sangue agli italiani.
A svelare i retroscena del fondo “salva-stati” è stata Lidia Unidemi ex dipietrista uscita dall’Idv perché delusa dal suo partito.
«Di Pietro ed Orlandi», ha precisato la Unidemi, «non hanno sollevato tali questioni nelle sedi istituzionali competenti, considerato che il trattato è disponibile almeno dal mese di marzo del 2011. E questo è di una gravità inaudita». Secondo la Unidemi l’articolo 18 e è l’Imu solo l’inizio di una politica di austerità che potrebbe portare i cittadini sul lastrico.

DAI PRIVILEGI DELLA CASTA A QUELLI DELLA FINANZA
Sui suoi profitti (perchè è chiaro che non presterà la sua opera gratis) l’Esm non pagherà tributi, i suoi documenti saranno riservati, i suoi funzionari e manager saranno immuni da provvedimenti giudiziari. Parola del trattato tra Stati Membri e l’organismo finanziario.
Il trattato stabilisce che i beni, le disponibilità e le proprietà dell’Ems, ovunque si trovino e da chiunque siano detenute godono dell’immunità da ogni forma di giurisdizione, salvo qualora l’organismo rinunci espressamente alla propria immunità in pendenza di determinati procedimenti o in forza dei termini contrattuali, compresa la documentazione inerente gli strumenti di debito e non possono essere oggetto di perquisizione, sequestro, confisca, esproprio e di qualsiasi altra forma di sequestro o pignoramento derivanti da azioni esecutive, giudiziarie, amministrative o normative.

ORA I FINANZIERI DOMANI LE MALAVITA?
Dal momento che l’Esm intende operare come un qualsiasi istituto finanziario, erogando prestiti, è libero di rivolgersi al mercato per potere soddisfare le richieste di concessione di denaro al fine di ottenerne un profitto. «Chi garantisce», ha osservato la Unidemi, «che non saranno le stesse banche (con un guadagno “politico” netto di almeno il 3%), o addirittura la criminalità organizzata a lucrare, mediante i finanziamenti dell’Esm, sul debito pubblico e ad incidere sulle decisioni politiche della nazione debitrice?».

GRECIA FALLITA CON MECCANISMO SIMILE
La pericolosità di tale scelta per i cittadini europei è riscontrabile nelle trattative con il governo greco: anche qui, infatti, organismi internazionali mirano a sostituirsi alle istituzioni nazionali imponendo ai rappresentanti politici la firma di un documento che attribuisce il peso della crisi alla popolazione, in cambio dell’assistenza finanziaria necessaria per pagare il debito in scadenza. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: taglio delle pensioni, riduzione dei salari minimi e privatizzazioni, misure di austerità ed un Paese completamente in ginocchio.
Secondo l’ex dipietrista non è ancora tutto perso. Il trattato Esm infatti non è ancora entrato in vigore in quanto occorre la ratifica da parte degli stati aderenti della modifica dell’art. 136 del Trattato sul Funzionamento dell’UE (decisione del Consiglio Europeo) che istituisce il meccanismo di stabilità finanziaria per la zona euro.
Il Parlamento europeo si è già espresso in favore della modifica dell’art. 136 con 494 voti favorevoli. In Italia, il disegno di legge (n. 2914/2011) per la ratifica è stato presentato dall’ex ministro degli Affari esteri, Franco Frattini, di concerto con l’ex ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, l’ex ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani. Già la 1° commissione permanente Affari Costituzionali ha dato esito “non ostativo” (il 14 dicembre 2011) e la 14° commissione permanente Politiche dell’unione europea si è espressa in modo favorevole con osservazioni (25 gennaio 2012).
Ma il problema più grave è che si parla poco di questi argomenti che sembrano passare sulla testa dei cittadini europei. E degli amministratori pubblici.

PER APPROFONDIRE:

- Testo della proposta di mozione parlamentare contro l’ESM

- Disegno di legge per la ratifica della modifica dell’art. 136 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea

- Disegno di legge per la ratifica del Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM)

- Resoconto dell’assemblea del Senato del 25 gennaio 2012 (le mozioni da pagina 107)

- Link dal quale è possibile visionare le mozioni presentate alla camera

- “Senato: passa la mozione unitaria sull’Europa”, articolo su Quotidiano.net

- Testo dossier sull’ESM di Lidia Undiemi

- Testo della mozione popolare contro l’ESM in italiano e in inglese

- Ecco tutti i video sull’ESM:

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