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Protezione civile più forte di prima, torna la 'tassa disgrazia', benzina + 5 centesimi

Tornano i poteri sottratti al dipartimento guidato da Franco Gabrielli

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Protezione civile più forte di prima, torna la 'tassa disgrazia', benzina + 5 centesimi
ROMA. Era uscita dalla porta principale, con la sentenza della Consulta che l'ha dichiarata incostituzionale, la 'tassa sulla disgrazia' rientra dalla finestra.

Adesso c’è un'unica differenza rispetto al testo bocciato: in caso di calamità naturali e conseguente dichiarazione dello stato d'emergenza, le regioni non saranno più obbligate ad alzare le tasse sulla benzina fino ad un massimo di 5 centesimi per litro, ma avranno "la facoltà" di farlo. La 'trovata' è contenuta nel testo di riforma della Protezione Civile approvato "in via preliminare" dal Consiglio dei ministri: una formula per dire che non c'é ancora il via libera delle Regioni - in questa materia «interlocutori centrali e imprescindibili», secondo lo stesso presidente del Consiglio Mario Monti - che dovrebbe però arrivare dopo la Conferenza Unificata in programma giovedì prossimo.
E che sul testo della riforma non ci sia ancora la 'quadra' lo conferma anche il fatto che palazzo Chigi non ha indicato lo strumento legislativo per presentarlo al Parlamento, un disegno di legge oppure un decreto. E' probabile però che alla fine si deciderà di procedere con un ddl, anche per consentire una maggiore possibilità di intervento. Di buono c'é che il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, non ha chiuso la porta, pur ricordando «l'incostituzionalità ribadita dalla Consulta»: «apprezziamo lo sforzo del governo», ha detto.

TORNANO POTERI ALLA PROTEZIONE CIVILE
Quel che al momento è chiaro è che il provvedimento restituisce al Dipartimento della Protezione Civile quei poteri che il 'commissariamento' voluto da Tremonti gli aveva sottratto. E cioé la possibilità di intervenire in maniera tempestiva ed efficiente nell'immediatezza dell'emergenza, senza dover chiedere il "concorso" dell'Economia.
Nell'affrontare le calamità si pescherà prima dal "fondo nazionale di protezione civile", cronicamente incapiente o dal fondo imprevisti del ministero dell'Economia. In caso venga toccato quest'ultimo, il Consiglio dei ministri è obbligato a reintegrarlo attraverso l'aumento dell'accisa sui carburanti »in misura non superiore a 5 centesimi per litro». Si conferma la collocazione del Dipartimento sotto la presidenza del Consiglio ma viene rafforzato il ruolo del ministro dell'Interno, prevedendo che il presidente del Consiglio dei Ministri «possa esercitare in proprio le funzioni di promozione e coordinamento delle attività delle amministrazioni statali e locali e di ogni altra istituzione pubblica e privata sul territorio" o "delegare tali funzioni al solo Ministro dell'Interno».
La durata dello stato di emergenza sarà di regola 60 giorni, più una proroga di 40. Trascorsi i quali il superamento verrà affidato all'amministrazione competente in via ordinaria.

SFORBICIATA COMMISSARI
Le gestioni commissariali «che operano già all'entrata in vigore della riforma non vengono prorogate o rinnovate, fatte salve alcune eccezioni, debitamente motivate». A rischio quindi i commissari straordinari di emergenze endemiche come il traffico, le carceri, i rifiuti. E quelli di grandi eventi come l'Expo e VII incontro mondiale delle famiglie
«Quella di oggi é una riforma strutturale per il paese e non certo tra le meno importanti - dice non a caso Monti proprio davanti alla platea più adatta, quei volontari che formano la spina dorsale del sistema di protezione civile -. L'obiettivo è quello di accelerare il tempo di azione del Dipartimento e rafforzare l'efficacia del monitoraggio e della gestione delle emergenze».

ANCI: «NESSUNA CONCERTAZIONE»
L'Anci lamenta la mancata concertazione da parte del Governo, sulla riforma della Protezione civile, con gli Enti locali. «Non siamo stati coinvolti - dice Reggi - c'é un problema di metodo e di contenuti e lo spread non cambia se il Governo, invece che con un decreto, procede con un disegno di legge».
«Vogliamo aggiornamenti significativi sul ruolo dei Comuni», aggiunge il sindaco, ed in particolare sul fatto che «i sindaci che hanno il ruolo di autorità locale di Protezione civile, e la conseguente responsabilità penale, devono essere coinvolti nelle fasi di distribuzione di risorse e devono poter coordinare tutte le risorse che intervengono in emergenza, anche se non dipendono direttamente da loro».
Un altro aspetto sottolineato da Reggi riguarda il completamento del panorama legislativo delle Regioni in una materia che, dopo la riforma del Titolo V, è diventata oggetto di legislazione concorrente. La riforma della protezione civile approvata in via preliminare dal Governo approderà all'esame della Conferenza Unificata convocata per il prossimo 19 aprile