POLITICA

«A che serve il codice etico del Pd se non viene rispettato?»

I partititi ed i “codici d’onore”, la polemica che parte da Popoli

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«A che serve il codice etico del Pd se non viene rispettato?»
POPOLI. Si predica bene e… puntualmente si razzola male. E’ l’habitus sempre più diffuso della politica. I partiti si dotano di codici, statuti e regole interne, si riempiono la bocca di parole come “trasparenza” e poi agiscono in maniera opposta.

E’ il caso di Popoli e d’intorni secondo il Comitato Trasparenza e legalità che fa capo a Giovanni Natale, ma basta guardare un po’ oltre l’orticello e si trovano esempi a iosa. Così chi dovrebbe dare il buon esempio visto che amministra la cosa pubblica e rispettare le regole è inrealtà il primo che le trasgredisce. L'assurdità della cosa è poi che per quanto riguarda "i codici etici" sono gli stessi partiti che hano deciso di darsi le regole per cui violarle assume un significato profondo.
Già da tempo il comitato “Legalità e Trasparenza” , per restare ai fatti locali, è intervenuto sulla mancata osservazione da parte del Pd del suo codice etico mostrando chiari segnali di insofferenza. Il Comitato ha persino fatto appello ai vertici del Pd popolesi ma anche regionali e nazionali, come Pierluigi Bersani organizzando un mese intero sul tema.
Il codice di cui parla Natale si rivolge a tutti gli iscritti che ricoprono incarichi di governo ed altre cariche elettive in amministrazioni ed enti pubblici a livello centrale e locale e si sottoscrive all'atto della candidatura; in sostanza è un vincolo che l'eletto democratico assume nei confronti dei cittadini e degli iscritti. Tra i principi ed i valori che lo ispirano ci sono la rinuncia da parte dei membri del partito ad assumere incarichi o decisioni che abbiano incidenza sul proprio patrimonio o su quello del nucleo familiare, la rinuncia ad assumere incarichi se a causa di impegni in fondazioni, associazioni con scopo di lucro possa esserci conflitto di interessi e la trasparenza nei finanziamenti delle campagne elettorali (sempre accompagnate da rendiconti) e di tutte le attività riguardanti il partito.
Secondo Natale nella realtà popolese tutto questo non viene osservato. La vice-sindaco, ha dichiarato, «e contemporanea segretaria del Pd, dovrebbe dimettersi dall'uno o dall'altro incarico e altrettanto dovrebbe fare il segretario Pd Provincia di Pescara, anch'egli con doppio incarico politico ed amministrativo, non contemplato dal codice». E ancora, secondo Natale, c'e' il caso delle quote rosa previste nel codice e non rispettate. Nella giunta, ha detto, «dovrebbero esserci il 40% di donne, cioè due». Altro problema riguarderebbe la mancata pubblicazione dell'Apen (tranne da parte del sindaco), ovvero i dati prescritti sui redditi, patrimoni, rendite da parte dei componenti del Pd in amministrazione».
Per non parlare della mancanza di informazioni pubbliche sulle spese elettorali come detta il Codice Etico e del confronto politico auspicato dal documento, punto 2 comma 4 che recita: «le donne e gli uomini del Partito Democratico vivono l’impegno politico con responsabilità e, per questo, sentono il dovere di confrontarsi e di dare conto del proprio operato».
«Noi riceviamo invece solo silenzio», ha detto Natale, « sia alle centinaia di interrogazioni che sollecitazioni».