LA SENTENZA

Offerte d’appalto troppo basse? Scatta l’ obbligo di verifica

Nessun obbligo di chiarimenti tecnici

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 Offerte d’appalto troppo basse? Scatta l’ obbligo di verifica
BRUXELLES. In caso di appalto con offerte esageratamente al ribasso l’amministrazione aggiudicatrice non può chiudere un occhio ma è obbligata a chiedere lumi al candidato.

Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Ue che ha escluso l’obbligo, invece, a chiedere chiarimenti su un’offerta imprecisa o non conforme alle specifiche tecniche del capitolato d’oneri.
Una sentenza  che investe il delicato  campo degli appalti troppo spesso governato da mancanza di trasparenza e libero arbitrio.
La pronuncia prende le mosse dal contenzioso nato tra la società commerciale Národná diaľničná spoločnosť a.s. (NDS) ed  i raggruppamenti d’imprese SAG ELV e a. e Slovakpass (il gruppo che comprende tra i suoi membri anche la società Autostrade per l’Italia SpA).
La NDS controllata al 100% dallo Stato slovacco, ha indetto una gara d’appalto a procedura ristretta  per l’ aggiudicazione di  un appalto pubblico del valore di 600 mln di euro per la fornitura di servizi di riscossione di pedaggi sulle autostrade e su alcune strade in Slovacchia.
Tra le ditte che hanno risposto all’invito i raggruppamenti d’imprese SAG ELV e a. e Slovakpass. Dopo aver chiesto a questi ultimi chiarimenti in merito agli aspetti tecnici delle loro offerte e ai prezzi bassi (ricevendo risposta dalle società),  la NDS li ha esclusi dal procedimento.
La Corte europea investita del caso ha chiarito che l’amministrazione aggiudicatrice «deve  verificare gli elementi costitutivi delle offerte contenenti un prezzo anormalmente basso ed ha l’obbligo di chiedere ai candidati di fornire le giustificazioni necessarie a provare la serietà delle loro offerte».
La Corte ha precisato altresì che l’amministrazione aggiudicatrice deve formulare in modo chiaro la propria domanda di chiarimenti per consentire ai candidati di giustificare pienamente e utilmente la serietà delle loro offerte. Nella fattispecie spetta tuttavia al giudice slovacco verificare se tale esigenza è stata soddisfatta.
Il Tribunale ha infine detto che non esiste l’ obbligo per l’amministrazione aggiudicatrice di chiedere ai candidati di chiarire le loro offerte rispetto alle specifiche tecniche del capitolato d’oneri prima di respingerle a causa della loro imprecisione o non conformità. La richiesta di chiarimenti in questo caso, qualora l’offerta di tale candidato venisse infine accolta, potrebbe sembrare come un tentativo di negoziazione in via riservata, a danno degli altri candidati ed in violazione del principio di parità di trattamento.
L’ente appaltante può però chiedere per iscritto ai candidati di chiarire le loro offerte, di correggere o completare singoli punti o errori manifesti, se e solo se tale ciò non comporta la modifica delle offerte.
La richiesta, hanno concluso i togati europei,  «deve essere indirizzata, in linea di principio, in maniera equivalente a tutte le imprese che si trovino nella stessa situazione e deve riguardare tutti i punti imprecisi o non conformi dell’offerta».