MONDO FIAT

Sciopero bisarche sospeso ma la Fiat si ferma ancora

Secondo il gruppo lo sciopero peserà e creerà problemi. La Sevel si ferma il 30 marzo

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2446

Sciopero bisarche sospeso  ma la Fiat si ferma ancora
ROMA. Sospeso lo sciopero delle bisarche, la protesta che per sei settimane ha paralizzato il settore auto, compresi gli stabilimenti Fiat. La decisione è arrivata nel pomeriggio, dopo il pressing del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che ha chiesto il ripristino "immediato" delle normali attività.

 Ma il Lingotto, che è stato costretto a fermare più volte l'attività in alcuni stabilimenti italiani, pur definendo positiva la sospensione, ha annunciato nuovi stop produttivi nei prossimi giorni. L'associazione Bisarche Italiane ha deciso oggi di sospendere lo sciopero in corso da un mese e mezzo per verificare gli impegni sottoscritti dalla committenza, dopo aver consultato le imprese di autotrasporto aderenti al fermo dei servizi. I padroncini delle bisarche chiedono che «entro i prossimi due mesi», spiega il segretario generale di Trasportounito (cui aderisce Bisarche Italiane) Maurizio Longo, venga ristrutturato il settore, vengano resi applicabili i costi minimi e verificate tutte le condizioni contrattuali cui sono sottoposti i sub vettori.
Da oggi, inoltre, l'associazione interverrà direttamente presso i singoli committenti (operatori logistici) per valutare la misura dell'attuazione degli incrementi tariffari. La sospensione dello sciopero delle bisarche non è bastata tuttavia ad evitare nuovi blocchi della produzione negli stabilimenti Fiat. Il Lingotto ha definito «positiva» la sospensione della protesta, ma ha sottolineato che lo sciopero «ha danneggiato tutto il settore dell'automotive in Italia, e particolarmente Fiat Group Automobiles».
 Il Gruppo ha annunciato quindi nuove fermate produttive a Pomigliano il 30 marzo e alla Sevel Val di Sangro il 30 marzo, il 2 e 6 aprile «per smaltire il gran numero di auto parcheggiate all'interno degli stabilimenti». La casa automobilistica torinese ha ribadito che la quota di mercato di marzo in Italia e all'estero «sarà influenzata negativamente dal lungo sciopero». La decisione degli autotrasportatori è arrivata dopo l'intervento in mattinata sulla vicenda del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti: il sottosegretario Guido Improta, che ha detto di seguire con «particolare attenzione» gli sviluppi degli incontri tra le imprese della filiera logistica per trovare una soluzione alle problematiche che affliggono il settore, ha infatti chiesto il ripristino «immediato» delle normali attività, «anche al fine di tutelare gli interessi pubblici e la valenza economica dell'industria automobilistica».