LA DECISIONE

Direttore non responsabile per i commenti dei lettori: il giudice archivia

La causa intentata a Chieti contro alcuni lettori ed il direttore di PrimaDaNoi.it

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Direttore non responsabile per i commenti dei lettori: il giudice archivia
CHIETI. Il giudice del tribunale di Chieti non ha potuto non attenersi al recente orientamento della Corte di Cassazione che ha sancito principi importanti che regolano l’informazione on line.

Tra i nuovi principi che vigono -in attesa di leggi specifiche e certe - ci sono quelli che il direttore responsabile di un quotidiano on line non può controllare e dunque non può essere chiamato in giudizio per i commenti che scrivono liberamente gli utenti registrati . La Cassazione ha diviso nettamente la parte redazionale e giornalistica da quella dei Forum che pure caratterizzano i quotidiani on line.
Inoltre sempre la Cassazione fa discendere un altro principio importante (anche se discutibile ai fini della applicazione pratica) e cioè che i quotidiani on line non possono essere soggetti alla legge sulla stampa con tutto quello che comporta.
I fatti risalgono al 2010 quando il querelante, leggendo alcuni commenti per nulla civili, né circostanziati, nè provati, nè firmati pensò di rivolgersi alla procura di Chieti chiamando in causa gli autori dei commenti lasciati sotto l’articolo di PrimaDanoi.it che raccontava le turbolente vicende di quei giorni nel Comune di Francavilla. Venne trascinato in giudizio anche il direttore di PrimaDaNoi.it. I commenti, in accordo con la polizia giudiziaria, una volta segnalati, furono comunque tempestivamente cancellati perché violavano la policy del quotidiano.
Si è innescato così un procedimento penale presso il tribunale di Chieti che poi si è diviso in due: da una parte gli autori dei commenti, poi identificati, e dall’altro il procedimento che vedeva, come unico indagato, il direttore Alessandro Biancardi, difeso dagli avvocati Massimo Franceschelli e Mirko Luciani. Di quest’ultimo procedimento già il pm aveva chiesto l’archiviazione ma in seguito all’opposizione della controparte il giudice per le indagini preliminari si è dovuto pronunciare con una ordinanza motivata.
Così il gip di Chieti Antonella Radaelli pronunciandosi sulla imputazione per diffamazione da omesso controllo (art.57 cp) «ritiene di dover aderire al recente e consolidato orientamento della suprema Corte (sentenza n.44126 del 28/10/2011) per cui “il direttore di un periodico on line non è responsabile per il reato di omesso controllo sia per l’impossibilità di ricomprendere detta attività on –line nel concetto di stampa periodica, sia per l’impossibilità per il direttore della testata on line di impedire le pubblicazioni di contenuti diffamatori “postate direttamente dall’utenza”».
Per queste ragioni il gip ha rigettato l’opposizione ed ha disposto l’archiviazione.

* LE REGOLE DA SEGUIRE PER PUBBLICARE I COMMENTI SU PDN