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Benzina: è nuovo record: 1,891 euro al litro

Cia: «auto e bollette costano più della spesa alimentare»

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Benzina: è nuovo record: 1,891 euro al litro
ROMA. Ennesimo record per la benzina e per il diesel.

La verde ha raggiunto presso i distributori Q8 un rialzo di 1,1 cent al picco di 1,891 euro al litro. Il diesel presso i rivenditori Shell e TotalErg ha invece raggiunto 1,790 euro al litro, 1,793 per Esso. Lo rileva Staffettaonline, quotidiano delle fonti di Energia. La media nazionale dà la verde a 1,874. Questa mattina si chiude il giro di rialzi avviato ieri e dovuto ai forti aumenti dei prezzi internazionali verificatisi tra venerdì scorso e lunedì.
Aumenti insostenibili con conseguenze drammatiche sulle tasche degli italiani. Tanto piu' che i continui rincari non incidono solo sul prezzo del pieno, arrivato a costare il 12 per cento in piu' della media europea, ma ricadono pesantemente sulla tavola delle famiglie. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori. «In nove casi su dieci -spiega la Cia- i prodotti alimentari viaggiano su gomma per arrivare dalle campagne alla tavola, facendo cosi' dipendere il prezzo allo scaffale da quello della benzina. E' per questo che le ricadute sui listini alimentari degli ultimi aumenti dei carburanti gia' superano i 200 euro in termini annui, considerato che il costo del trasporto incide sul prezzo finale dei prodotti agroalimentari per il 35-40 per cento».

Cifre che portano a contraddizioni clamorose nei bilanci familiari, in cui la spesa per ''auto e bollette'' ha superato quella per gli ''alimentari'': «gia' nell'ultimo anno ogni famiglia italiana ha speso 470 euro al mese per trasporti, carburanti ed energia contro i 467 euro per cibo e bevande. E se il susseguirsi dei rialzi alla pompa continuera' a questo ritmo -spiega la Cia- si rischia un allargamento della forbice tra questi due capitoli di spesa, con un ulteriore indebolimento dei consumi alimentari, gia' giu' del 2 per cento nel 2011».

Ma il problema non e' solo per i consumatori. Nelle campagne, infatti, le cose non vanno meglio. «Gli agricoltori -sottolinea la Cia- hanno visto lievitare i costi produttivi, trainati dal prezzo del gasolio agricolo, essenziale in azienda per il funzionamento dei macchinari, il riscaldamento delle serre, l'approvvigionamento idrico e l'irrigazione. In meno di due anni il prezzo al litro e' passato dai 0,49 euro di gennaio 2010 agli attuali 1,13 euro, segnando un aumento del 130 per cento, con un onere aggiuntivo di circa 5 mila euro ad azienda. Per questo -conclude la Cia- e' sempre piu' urgente intervenire, reintroducendo un ''bonus'' ad hoc, sul modello dell'accisa zero per le serre, in vigore fino a novembre 2009. Mentre sul fronte dei consumatori, e' necessario agire su due fronti, bloccando il prossimo aumento dell'Iva e introducendo il meccanismo dell'accisa mobile».