CODICE DELLA STRADA

L’automobilista che investe il pedone ha sempre torto

Ma anche il pedone ha obblighi precisi per legge

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L’automobilista che investe il pedone ha sempre torto
ABRUZZO. I dati Istat riferiti al 2009 riportano: 667 pedoni morti e 20.326 feriti, tutti finiti sotto un veicolo e circa un terzo investito sulle strisce.

 Il dato delle vittime è in calo ma nella guerra della strada la “fanteria” è ancora perdente causa la distrazione, la velocità sottostimata, l’alcool e la droga quali efficaci ausiliari delle morti stradali.
E’ importante in questi casi conoscere la normativa per capire come comportarsi sia se si è al volante sia se si è a piedi.
Abbiamo chiesto al colonnello Alberto Guidoni, vice comandante della Regione Abruzzo Carabinieri, di spiegarci cosa prevede la legge.
«Quando il traffico non è regolato da vigili urbani, agenti o da semafori», spiega Guidoni, «i conducenti dei veicoli devono fermarsi sempre per consentire ai pedoni di attraversare sulle apposite strisce. Bisogna dare la precedenza, rallentare e all’occorrenza fermarsi se i pedoni  si accingono ad attraversare la strada servendosi degli attraversamenti pedonali. Ma la legge dice che anche il comportamento dei pedoni è soggetto alle comuni regole di diligenza e prudenza, affinché non intralcino o creino situazioni di pericolo per la circolazione stradale».
Ma cosa dice in particolare il Codice della strada?
«In buona sostanza l’automobilista ha sempre l’obbligo di cautela in vista delle strisce e per questo motivo l’investimento del pedone non consente scusanti», spiega Guidoni, «anche se l’attraversamento avviene all’improvviso e senza guardare, tranne che la condotta del pedone sia del tutto straordinaria ed imprevedibile. Nell’ambito dei sinistri stradali che riguardano l’investimento di un pedone fuori dalle strisce pedonali ad opera di un veicolo a motore, la giurisprudenza di merito e di legittimità riconosce da sempre la possibilità che il comportamento negligente ed imprudente del pedone possa integrare un concorso del fatto colposo del danneggiato, tale da ridurre proporzionalmente il diritto al risarcimento dei danni subiti in conseguenza del sinistro».
Una ricerca comparativa condotta in Italia e in Svizzera da psicologi dell’Università cattolica di Milano ha confermato che un pedone sulle strisce può risultare invisibile anche ad un guidatore non distratto, a causa di un problema ottico che in certi casi ritarda la percezione.
«Anche per questo motivo il pedone deve sempre stare attento e cercare l’interazione col guidatore – conclude il colonnello Guidoni - altro errore è affidarsi all’udito perché l’ambiente circostante potrebbe coprire il rumore di eventuali veicoli in avvicinamento. Il consiglio è perciò sempre maggiore prudenza, minore velocità nei centri urbani e magari anche una campagna di sensibilizzazione verso conducenti e pedoni».