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Pubbliche amministrazioni, nessuno guadagnerà più del presidente della Cassazione

Reso noto lo schema del decreto Monti

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Pubbliche amministrazioni, nessuno guadagnerà più del presidente della Cassazione
Il trattamento economico complessivo del primo presidente della Corte di Cassazione, circa 19 mila euro lordi, diventa il parametro di riferimento per tutti i manager delle pubbliche amministrazioni.

ROMA. Il trattamento economico complessivo del primo presidente della Corte di Cassazione, circa 19 mila euro lordi, diventa il parametro di riferimento per tutti i manager delle pubbliche amministrazioni.
Il presidente Mario Monti ha trasmesso al presidente del Senato, Renato Schifani, e al presidente della Camera, Gianfranco Fini, lo sche madi provvedimento concernente il limite massimo retributivo dei dipendenti pubblici, previsto nel “Salva Italia”.
Il provvedimento si fonda su due principi. Primo: il trattamento economico complessivo del primo presidente della Corte di Cassazione (poco meno di 19 mila euro lordi comprese le indennità), come detto, diventa il parametro di riferimento per tutti i manager delle pubbliche amministrazioni. In nessun caso l’ammontare complessivo delle somme loro erogate da pubbliche amministrazioni potrà superare questo limite. Secondo: per i dipendenti collocati fuori ruolo o in aspettativa retribuita, presso altre pubbliche amministrazioni, la retribuzione per l’incarico non potrà superare il 25% del loro trattamento economico fondamentale. Resta valido il tetto massimo indicato in precedenza.
Lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri verrà sottoposto al preventivo parere delle competenti commissioni di Senato e Camera. Contestualmente, la Ragioneria generale dello Stato indicherà le modalità di versamento al Fondo per l’ammortamento dei Titoli di Stato delle risorse rese disponibili dall’applicazione dei limiti retributivi stabiliti dalla norma. Le risorse così risparmiate non potranno andare a copertura di altre spese.
Il decreto presentato oggi è in linea con gli scopi che il Governo, sin dal suo insediamento, si è prefissato affinché il tema divenisse parte integrante, e centrale, dell’agenda istituzionale. I provvedimenti varati finora – in particolare quelli noti come “Salva Italia” e “Cresci Italia” – procedono in questa direzione. Intendono cioè eliminare – o quanto meno ridurre – gli sprechi connessi alla gestione degli apparati amministrativi.