Megaupload sbarrato dall’Fbi. Anonymous infuriato annuncia vendetta

Parla un membro del gruppo hacker e preannuncia operazioni contro industrie italiane

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Megaupload sbarrato dall’Fbi. Anonymous infuriato annuncia vendetta
HACKERLAND. I prossimi attacchi di Anonymous riguarderanno pezzi grossi dell’industria italiana. La rivelazione arriva da uno di loro: «siamo già al lavoro.. Nessuna pietà».

HACKERLAND. I prossimi attacchi di Anonymous riguarderanno pezzi grossi dell’industria italiana. La rivelazione arriva da uno di loro: «siamo già al lavoro.. Nessuna pietà».
A scatenare la reazione furiosa di Anonymous è stata la chiusura da parte dell’Fbi di Megaupload, una piattaforma di files sharing su cui gli utenti possono condividere files e contenuti. E’ una delle piattaforme più importanti per la condivisione dei file e dunque il pericolo che si annida è quello della violazione del diritto d’autore. Presenti sul sito milioni di film, musica e software facilmente scaricabile anche gratis
«Una chiara ritorsione delle autorità Usa», pensano gli Anonymous, «dopo che il Web ha incrociato le braccia il 18 gennaio contro la legge anti pirateria, la Sopa». Anonymous non è stata a guardare, ha risposto con gli stessi mezzi: ieri l’attacco al sito dell’Fbi e quello del Dipartimento di Giustizia americano.
Gli argini del cyber equilibrio tra Anonymous e Governo si sono rotti. Gli hackers fanno fronte comune sul web, si scambiano informazioni, sono tutt’uno. «Non risparmieremo nessuno, la guerra è iniziata».
PrimaDaNoi.it è riuscito a parlare con uno di loro. E’ un Anonymous italiano, in costante contatto con quelli americani. E’ lui a rivelare imminenti operazioni: «daremo rogne ai siti affiliati alle corporation delle industria musicale e discografica e cinematografica italiana, siti di una certa importanza ma soprattutto le società italiane che da sempre difendono i diritti d’autore. Sono loro le prossime vittime».
Poi si passa agli attacchi già sferrati. «Abbiamo il controllo di un sito: shop.mgm.com, il sito di e-commerce della mgm», dice, «gli stiamo negando accessi e quindi la possibilità di vendere i loro prodotti. Ieri abbiamo rivolto la nostra attenzione verso fbi.gov justice.gov , universalmusic, whitehouse.gov». Nel novero dei siti incriminati c’è anche Disney.com, «perché ha sostenuto Sopa e ha rilasciato dichiarazioni definendosi soddisfatta dell'operato dell’ Fbi e della chiusura di Megavideo oltre ad essere fra i maggiori supporters con contribuzioni economiche del senatore Lamar Smith (la mente della legge anti pirateria)».
Non mancano riferimenti alla vicenda di Megaupload, chiuso dall’Fbi proprio il giorno dopo la protesta anti Sopa. «Tanta gente aveva file propri su Megaupload. Stiamo cercando di recuperare più materiale possibile. Siamo inviperiti, non mi pare che ci fossero i presupposti per agire visto che gli utenti sono responsabili per i contenuti caricati su siti di file sharing».
Poi l’Anonymous parla di un libro nero, un documento del Department of Homeland Security di cui gli hackers sono in possesso e che contiene la lista delle prossime vittime del Governo Usa: Mediafire, Movshare, Vidrell Putlocker.
L’ultima riflessione dell’hacker è rivolta al nemico. «Le autorità Usa», dice, «sono forti, hanno già mezzi più che sufficienti per colpire entità che operano al di fuori degli States eppure si lamentano che hanno le braccia legate e che servono nuovi strumenti legali e giuridici per contrastare la pirateria, ecco quanto sono ipocriti. Ma noi intendiamo fargli rimpiangere amaramente ciò che hanno fatto».
Marirosa Barbieri