L’ultimo saluto a Roberto Straccia, chiesa gremita

Vescovo contro i giornalisti: «troppa curiosità e troppe parole»

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I funerali di Roberto Straccia
MORESCO. «E' stato bello vedere l'amore degli amici di Pescara e di quelli della Valdaso, che si sono mossi per cercare Roberto. Avete fatto diventare Moresco una grande città».

MORESCO. «E' stato bello vedere l'amore degli amici di Pescara e di quelli della Valdaso, che si sono mossi per cercare Roberto. Avete fatto diventare Moresco una grande città».

Ieri pomeriggio alle 5 nella cattedrale di San Lorenzo c’è stato l’ultimo saluto a Roberto Straccia, il giovane studente marchigiano scomparso in circostanze ancora da chiarire il 14 dicembre da Pescara e ritrovato cadavere il 6 dicembre sugli scogli del litorale barese.
Il vescovo di Fermo Luigi Conti durante la funzione ha ricordato i lunghissimi 24 giorni di attesa e la mobilitazione di decine di amici che non si sono arresi, nemmeno per un attimo, e hanno fatto di tutto per riportare il giovane a casa sano e salvo.
«Bentornato»,  ha detto invece il sindaco Amato Mercuri, «anche se speravamo che l’epilogo fosse diverso». E che finisse in un altro modo ci ha sperato l’Italia intera. Ieri la famiglia ha avuto modo di sentire nuovamente l’affetto nei confronti di quel figlio che la gente comune ha cominciato a voler bene a distanza, pur non conoscendolo, tramite i servizio giornalistici. In mille al suo funerale, chiesa gremita tanto che è stato necessario installare un maxi schermo.
 «Avete dato una testimonianza rara nel nostro tempo e preparatevi a resistere per quando tutto sarà finito», ha detto il vescovo Luigi Conti rivolgendosi a papà Mario, mamma Rita, ipotizzando il momento in cui bisognerà tornare alla vita ‘normale’, senza Roberto accanto: «mai un figlio dovrebbe morire prima dei genitori, ma voi siete stati in grado di dare una grande testimonianza d'amore e di coraggio. Conosco la vostra fede. Il 14 dicembre - ha detto il vescovo parafrasando il Vangelo di Luca sulla morte di Gesù - si è fatto buio nella vostra vita: alle 15 del pomeriggio è arrivata l'ora presunta della difficoltà di Roberto». Il vescovo ha delicatamente contestato l’atteggiamento dei media che in queste settimane si sono occupati del caso parlando di «troppe curiosità e troppe parole».
Vicino alla barra bianca disposta a pochi passi dall’altare anche una foto di Roberto sorridente, e un pallone da calcio e la sua maglia deposto dai compagni della Spes Valdaso e la scritta «Lo sguardo fisso a te».

Alla fine della funzione il feretro è stato portato fuori dalla chiesa a spalla dagli amici e dal padre Mario.
Hai funerali ha partecipato anche il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia con il Gonfalone del Comune e i Vigili urbani in alta uniforme: «il padre di Roberto», ha raccontato il primo cittadino, «mi ha ringraziato mille volte per l’affetto incontenibile ricevuto da tutto il capoluogo adriatico. Ma in realtà sono io che lo ringrazio per averci dato la possibilità di far parte della sua famiglia straordinaria, per averci consentito di condividere un dolore tanto intimo. Troveremo il modo per ricordare Roberto e tenere viva l’immagine e il volto di un giovane che amava la vita».

Ora resta da chiarire come il giovane di Moresco sia morto. La famiglia e gli amici non si arrendono e vogliono sapere la verità.

(Foto di Michele Raho)