Tragedia Costa Concordia: …e la stampa internazionale ci fa a pezzi

L'Italia sulle prime pagine dei giornali del mondo: dramma e critiche

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La Costa Concordia

La Costa Concordia

MONDO. Dagli Usa, all’Inghilterra, passando per la Francia e la Germania. La stampa internazionale fa a pezzi l’Italia per l’ incidente della Costa Concordia.


MONDO. Dagli Usa, all’Inghilterra, passando per la Francia e la Germania. La stampa internazionale fa a pezzi l’Italia per l’ incidente della Costa Concordia.

Dalle pagine del New York Times la ciurma del capitano Schettini viene definita incompetente. Più pungente la stampa tedesca il Die Spiegel ironizza sull’incidente definendo l’avvicinamento della nave all’isola di Giglio «una simpatica tradizione, normalissima». Il The Guardian usa la forza delle immagini e fa girare il video in cui un collaboratore dell’ amministratore delegato di Costa Crociera Pier Luigi Foschi tiene la testa tra le mani. Stizziti e pungenti i quotidiani stranieri non badano al sottile. Del resto, su quella nave c’erano anche i loro connazionali.

DAL NEW YORK TIMES: «TACCHINI INCOMPETENTI»
Il New York Times descrive con dovizie di particolari l’incidente e raccoglie pareri autorevoli per sapere quali errori sono stati commessi e se potevano evitarsi.
Il quotidiano Usa riporta il parere espresso dalla compagnia Carnival Corporation of Miami, che si chiede come il capitano non sia riuscito a controllare la situazione avendo a disposizione radar elettronici, mappe, sistemi automatici e Gps. Poi il quotidiano ricorda che tutte le navi devono essere sottoposte a controlli ed ispezioni da società indipendenti come il gruppo Lloyd e l’italiana Rina S.p.A.
E’ convinto che si sia trattato di incompetenza Angus Menzies, un alto ufficiale della British Navy, capo della Honorable Company of Master Mariners. «Il mio sospetto», dice Menzies, «è che sul ponte ci fossero una pioggia di tacchini incompetent (they were just a shower of turkeys incompetent on the bridge). Per Helen Kearns portavoce della Siim Kallas, la commissione trasporti UE, «il problema è che più le navi sono grandi come la Concordia e più devono rispondere a parametri di sicurezza più stringenti e severi».

THE GUARDIAN: IL VISO TRA LE MANI
Il quotidiano inglese The Guardian, invece, preferisce il potere evocativo delle immagini a quello della parole. Così campeggia in pagina il video della Conferenza stampa a Genova con l’amministratore delegato di Costa Crociera Pier Luigi Foschi ed al suo fianco un collaboratore che si regge la testa tra le mani. «Foschi», dice il quotidiano, «difende i criteri di sicurezza, di alta qualità e gli standard della nave». Le manovre fatte dal capitano Schettini, riporta il The Guardian «non erano state approvate ed autorizzate» (unapproved, unauthorised manoeuvre).

DER SPIEGEL: «UNA SIMPATICA TRADIZIONE NORMALISSIMA»
Il più pungente è il quotidiano tedesco Der Spiegel che definisce il modo di guidare la nave di Costa Concordia «una simpatica tradizione, normalissima» (Eine nette Tradition, normalissima).
Secondo il quotidiano che raccoglie le testimonianze di alcuni residenti dell 'isola del Giglio, non era la prima volte che la nave da crociera si avvicinava così tanto al punto da salutare la costa. Alcuni testimoni confermano al Die Spiegel che non c'era nulla di insolito…Le navi da crociera si avvicinavano all'isola per salutare gli abitanti con il corno da nebbia.
Il Die Welt, invece, nel ricordare che 566 a bordo erano tedeschi, dice: «Le rocce erano chiaramente indicate sulla mappa, perché il capitano non le ha viste?».(Felsen eindeutig auf Karten vermerkt).Il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, infatti aveva sostenuto che le rocce non erano indicate. E poi il riferimento alla telefonata tra la Guardia Costiera che esortava il comandante a tornare a bordo e le bugie di Schettino «No, no, io sono lì, sto coordinando il soccorso» (Nein, nein, ich bin da, ich koordiniere die Rettung).

LE FIGARO: IL CAPITANO EROE
Le Figaro risparmia battute e giudizi ma posta un video in cui il capitano Schettini risponde alle domande di un cronista senza ammettere le sue presunte responsabilità.
«Ecco come il capitano della Concordia voleva passare da eroe e si atteggiava come un salvatore. (Le Capitaine du Concordia voulait passer pour un heros…)», il commento del quotidiano.
Marirosa Barbieri