APPALTI & RICOSTRUZIONE

Affidamenti diretti dei Piani di ricostruzione: se ne occupa la Corte di giustizia europea

La questione approda a Bruxelles. Parte la diffida degli ingegneri alla Regione

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Affidamenti diretti dei Piani di ricostruzione: se ne occupa la Corte di giustizia europea
ABRUZZO. L’affidamento diretto dei piani di ricostruzione post sisma alle Università potrebbe aver violato le norme comunitarie sulla trasparenza, concorrenza e parità di trattamento e pubblicità.

Il condizionale è d’obbligo. E infatti, anche se la giurisprudenza sembra andare in quella direzione, il Tar Abruzzo con sentenza depositata il 7 luglio 2012 si mantiene cauto ed ha spedito la documentazione alla Corte di Giustizia europea a Bruxelles. Saranno i giudici comunitari, ora, a dire se quegli affidamenti (impugnati dall’ordine degli ingegneri) dietro corrispettivo e senza procedura di gara siano legittimi o no.
Intanto l’ordine degli ingegneri della provincia di Teramo ha inoltrato una nota di diffida e messa in mora al presidente della Regione Abruzzo, all’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori a Roma, ai Comuni del cratere sismico, alla Corte dei Conti de L’Aquila informandoli che «tutte le conseguenze per il mancato rispetto dei principi primari del codice dei contratti, saranno a carico dei soggetti inadempienti con richiesta di danni e attivazione dei procedimenti consequenziali».
La questione riguarda i noti piani di ricostruzione che i Comuni del cratere come Barisciano, Tempera, Castevecchio Subequo hanno affidato alle Università come quella degli Studi Chieti Pescara (Dipartimento Scienze e Storia dell'Architettura), nel caso di Castelvecchio Subequo ed alla Scuola di Architettura e Design Vittoria (SAD) dell'Università degli Studi di Camerino, nel caso di Barisciano.
I corrispettivi previsti dalle convenzioni vanno oltre il rimborso spese (450.000 euro la cifra destinata all’Università di Camerino, 213.851 per l’Università degli Studi di Chieti-Pescara). La Procura de L’Aquila ha anche aperto un fascicolo. Si ipotizza che dietro i piani di ricostruzione ci sia un sistema volto ad avvantaggiare il maxi gruppo Ecosfera spa, già al centro di un’altra inchiesta che ha portato all’arresto bis per Lamberto Quarta, braccio destro di Ottviano Del Turco. Per ora -tra gli altri- è indagato anche l'architetto Marco D'Annuntiis di Corropoli e professore a Camerino.

Il Consiglio nazionale degli ingegneri con il supporto degli ordini provinciali degli ingegneri della Regione Abruzzo ha fatto ricorso al Tar impugnando le delibere con cui i Comuni di Castelvecchio e Barisciano hanno siglato le convenzioni.
Per gli ingegneri gli affidamenti diretti hanno violato dei principi di trasparenza concorrenza parità di trattamento e pubblicità, del codice dei contratti, provocando inefficacia del contratto sulla base del presupposto della necessarietà della gara pubblica.
Il Tar Abruzzo nel rimandare la questione alla Corte europea ha sottolineato che è assolutamente legittimo che un ente pubblico come il Comune ed un altro ente pubblico come l’ università concludano una convenzione volta a perseguire un interesse comune (tesi sempre sostenuta dagli atenei in questione). Nel momento in cui viene però pagato un corrispettivo economico (che deve essere pari ad un rimborso spese) all’università, precisa il Tar, l’università oltre ad un ente pubblico diventa anche un operatore economico. Ed a questo punto è chiamata a concorrere con altri operatori economici nell’ambito di una procedura di evidenza pubblica.

«La giurisprudenza amministrativa», dice il Tar, «ha in più occasioni osservato che non si può parlare di interesse comune allorché un’amministrazione ha inteso acquisire da un’altra amministrazione un servizio di proprio esclusivo interesse verso un corrispettivo ovvero quando gli accordi in questione siano in realtà diretti ad ottenere prestazioni lavorative o professionali. In questi casi il ricorso al partenariato pubblico-pubblico può causare il pericolo di contrasto con i principi di concorrenza quando l’amministrazione con cui sia concluso un accordo di collaborazione possa rivestire al tempo stessa (anche) la qualità di operatore economico».
Stessa interpretazione è stata espressa dall’avvocatura generale della Corte di giustizia europea che il 23 maggio 2012 ha ribadito che le convenzioni, come quelle sottoscritte tra Comuni ed Università per le attività di supporto alla formazione dei piani di ricostruzione «vanno necessariamente assoggettati a procedure di aggiudicazione di appalto, cui è applicabile la direttiva 2004/18. In mancanza di indizione di gara, sussiste una violazione della direttiva ed anche la normativa nazionale, che ammette le convenzioni, è a sua volta contraria alla direttiva».


m.b.