Berlusconi, ipse dixit. Un ventennio in 60 frasi: ecco le migliori "uscite" dell’ex premier

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6691

   Berlusconi, ipse dixit. Un ventennio in 60 frasi: ecco le migliori "uscite" dell’ex premier
ABRUZZO. 20 anni sono tanti, talmente tanti da far cambiare (più volte) idea su persone (tra i tanti Fini, Bossi, Di Pietro) giornali, P2, e il futuro delle sue aziende.

Nel 94 assicurò che in Rai non avrebbe mosso una pianta, ma un anno prima avrebbe scelto Fini come sindaco ideale della capitale. E poi ancora Gheddafi («mi dispiace per quello che sta accadendo in Libia), Montezemolo («mi copia), De Magistris («un incapace»). Anche le frasi del premier hanno scritto la storia del paese. Ne abbiamo selezionate 60, tra note e meno note.

Il Berlusconi pensiero analizzato tutto insieme spinge a numerose riflessioni sul nostro recente passato.  

1994

«Scende in campo l'Italia che lavora contro quella che chiacchiera. L'Italia che produce contro quella che spreca. L'Italia che risparmia contro quella che ruba. L'Italia della gente contro quella dei vecchi partiti. Forza Italia per costruire insieme il nuovo miracolo italiano». (29 gennaio)

«Nonostante atteggiamenti volutamente devastanti, il Bossi è un buon italiano: è diverso dai vecchi e nuovi marpioni della politica. E in questo me lo sento fratello». (4 febbraio)

«Alla Rai non sposterò nemmeno una pianta». (29 marzo)

«Sono pronto a vendere le mie aziende, ad andare anche oltre il blind trust americano. Questa storia delle riserve personali su di me è diventata una barzelletta. Ho già detto che distinguerò con nettezza adamantina il mio ruolo di imprenditore, che peraltro è già alle mie spalle, e quello di leader politico».  (7 aprile)

«Ho fatto bene più di chiunque altro in tutti i settori in cui mi sono cimentato». (13 agosto)

«Fidatevi di me. Lasciatemi lavorare e vedrete che i risultati arriveranno». (7 ottobre)

«Sarebbe giusto che un uomo con le qualità di Di Pietro le facesse valere sulla scena politica. La sua discesa in campo potrebbe essere una buona cosa. La sua ansia moralizzatrice è patrimonio di tutti e potrebbe essere utile al Paese. I miei giornali, le mie TV, il mio gruppo sono sempre stati in prima fila nel sostenere i giudici di Mani Pulite». (8 dicembre, Di Pietro si era dimesso dal pool Mani Pulite)

1995

«Emilio Fede? Prima ero critico, ma adesso comincio ad apprezzarlo. È un baluardo per la democrazia e per l'informazione». (4 gennaio)

«Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo». (20 gennaio)

«Venderò le tv a imprenditori internazionali». (1° aprile)

«Chi salvo fra Dini, D'Alema, Prodi, Veltroni e Bertinotti? Li butto tutti dalla torre e poi chiedo il Nobel per la pace». (30 ottobre)

«Dire che io utilizzo la mia posizione di leader politico per interessi personali è negare il disinteresse e la generosità che mi appartengono». (15 dicembre)

«Mi sento sprecato in mezzo a tanti omettini che fanno politica». (18 dicembre)

1996

«L'opposizione non è nel mio DNA». (1° agosto)

«Non mi è passato neanche per l'anticamera del cervello di paragonarlo (Prodi, ndr) a Mussolini... Mussolini è stato un protagonista della storia, Prodi invece è una comparsa della cronaca. (15 novembre)

1997

«Arafat mi ha chiesto di dargli una tv per la Striscia di Gaza. Gli manderò Striscia la notizia». (7 marzo)

1998

«Ho riletto il mio intervento del 2 agosto '95 alla Camera. Beh, mi sono fatto i complimenti: un intervento mirabile». (31 maggio)

2000

«Essere un piduista non è un titolo di demerito» (7 marzo)

«Non è un complesso di superiorità, è un fatto oggettivo. Berlusconi ha una caratura imparagonabile». (5 aprile)

«Ed Enea diede luogo a una dinastia da cui nacquero Romolo e Remolo». (28 maggio)

2001

«Non c'è nessuno sulla scena mondiale che può pretendere di confrontarsi con me, nessuno dei protagonisti della politica che ha il miopassato, che ha la storia che ho io. Da un punto di vista personale se c'è qualcuno che ha una posizione di vantaggio questo qualcuno sono io. Quando mi siedo a fianco di questo o quel premier o capo di stato, c'è sempre qualcuno che vuole dimostrare di essere il più bravo, e questo qualcuno non sono io. La mia bravura è fuori discussione. La mia sostanza umana, la mia storia, gli altri se la sognano». (7 marzo)

«Lei è un dipendente del servizio pubblico, si contenga!» (Telefonata in diretta a Michele Santoro nella trasmissione Il Raggio Verde su Rai Due, 16 marzo)

2002

«Io sono assolutamente certo di essere l'uomo più democratico che sia mai giunto ad essere primo ministro d'Italia». (25 gennaio)

«L'uso che Biagi – come si chiama quell'altro? –, Santoro – ma l'altro? –, Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga. (18 aprile)

«Hanno fatto una prova anche su di me, sulla mia funzionalità cerebrale e fisica e hanno deciso che sono un miracolo che cammina». (5 ottobre)

«Mi sta venendo un complesso di superiorità tanto che dico: "Meno male che ci sono io". Non so un altro che cosa avrebbe fatto. Nessuno avrebbe potuto fare meglio di quello che abbiamo fatto noi». (3 dicembre)

2003

«La sinistra agisce a colpi di giustizia». (11 maggio)

«Io vinco sempre, sono condannato a vincere». (24 maggio)

«Sì è vero la legge è uguale per tutti ma per me è più uguale che per gli altri perché mi ha votato la maggioranza degli italiani. (dichiarazioni spontanee al processo Sme, 17 giugno)

«Sono un galantuomo, una persona perbene, un signore dalla moralità assoluta». (13 luglio)

«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perché lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana». (5 settembre)

«In Italia c'è un regime, sì, cari direttori: i dittatori siete voi».

2004

«Qui non litighiamo mai perché qui presiedo io, e io sono il più muscolarmente dotato dei ministri».

[Sulla par condicio] «È una legge illiberale, liberticida, che dobbiamo abrogare in coerenza con quanto fatto quando eravamo all'opposizione. Non ritengo logico tenerla in piedi». (17 febbraio)

«Siamo scesi in campo anche per attuare una riforma morale della politica, per affermare una moralità nuova, che non significa solo non rubare, cosa ovvia, ma soprattutto mantenere le promesse». (28 marzo)

2005

«Se la sinistra andasse al governo il risultato sarebbe miseria, terrore e morte, come accade in tutti i posti dove governa il comunismo». (17 gennaio)

«Per ottenere la presidenza italiana ho rispolverato tutte le mie arti da playboy, per utilizzare tutta una serie di sollecitazioni amorevoli nei confronti della signora presidente [finlandese]». (22 giugno)

2006

«Non ho mai fatto affari con la politica, anzi ci ho perso e basta». (6 gennaio)

«La Rai è una vera e propria macchina da guerra contro di me. E anche le mie televisioni mi remano contro» (28 gennaio)

«Andare in tv non mi piace, semplicemente lo odio». (25 gennaio)

«Su Napoleone ovviamente scherzavo: io sono il Gesù Cristo della politica, una vittima, paziente, sopporto tutto, mi sacrifico per tutti». (12 febbraio)

«La magistratura è una malattia della nostra democrazia, dobbiamo assolutamente cambiare l'ordine giudiziario, non lascerò la politica finché un cittadino non potrà andare davanti a un giudice che sia veramente imparziale». (10 marzo)

2007

«Non esiste il modello Sarkozy. Sono io il suo modello. Lui ha copiato da me. Non a caso sono stato il primo che ha chiamato dopo aver vinto le elezioni». (9 maggio)

«Montezemolo mi copia. Il nuovo c'è già e sono io. Lui ha le mie stesse idee, e per di più è senza esercito». (25 maggio)

2008

«Mi sono battuto perché Biagi restasse in tv ma prevalse in lui il desiderio di essere liquidato con un compenso molto elevato. Avevo solo chiesto che non si facesse un uso criminale della rete pubblica». (15 febbraio)

«Io non ho mai attaccato i giudici, anzi è il contrario». (27 dicembre)

2009

«Noi vogliamo rinnovare la nostra classe politica con persone che siano colte, preparate e che garantiscano la loro presenza a tutte le votazioni. E che magari non siano maleodoranti e malvestite come certi personaggi che circolano nelle aule parlamentari da parte di certi partiti». (29 aprile)

«Avete un governo che per la prima volta è retto da un imprenditore e da una squadra di ministri che sembrano membri di un Cda per la loro efficienza». (21 maggio)

«Gheddafi è una persona intelligentissima, altrimenti non sarebbe al potere da 40 anni». (12 giugno)

«Se c'è una persona che per indole, sensibilità, mentalità, formazione, cultura ed impegno politico, è lontanissima dalla mafia questa persona sono io». (29 novembre)

2010

«Stamani in albergo volevo farmi una ciulatina con una cameriera. Ma la ragazza mi ha detto: "Presidente, ma se lo abbiamo fatto un'ora fa...". Vedete che scherzi che fa l'età?» (4 luglio)

«Medvedev e Putin sono un dono di Dio per il vostro Paese». (11 settembre)

«Io sono uno... che non fa niente che possa essere assunto come notizia di reato... quindi... io sono assolutamente tranquillo... a me possono dire che scopo... è l'unica cosa che possono dire di me... è chiaro?... Quindi io... mi mettono le spie dove vogliono... mi controllano le telefonate... non me ne fotte niente... io... tra qualche mese me ne vado per i cazzi miei... da un'altra parte e quindi... vado via da questo paese di merda... di cui... sono nauseato... punto e basta». (Lo sfogo di Berlusconi con Lavitola)

«Sapete perché sono sempre così carino con le signore? Deriva dall'anagramma del mio nome: l'unico boss virile». (18 dicembre)

2011

«Credo che nessuno possa governare meglio di me. [...] La sinistra mi invidia il "bunga bunga" cioè il mio modo di vivere. Quando sono entrato alla Camera mi hanno accolto dicendo "bunba bunga" che vuol dire andiamo a divertirci, a ballare, a berci qualcosa. Anche la sinistra è stata conquistata da questo mio modo di vivere». (25 febbraio)

«Sono addolorato per Gheddafi e mi dispiace. Quello che accade in Libia mi colpisce personalmente». (21 marzo)

«De Magistris? Un bell'uomo, ma un incapace totale. Senza nessuna sostanza politica: non ci può essere una persona senza testa sulle spalle che lo possa votare. Se uno lo vota poi va davanti allo specchio e deve dire "Sono senza cervello"». (25 maggio)

«Noi abbiamo contro un blocco mediatico terrificante: i grandi giornali, a partire da Il Corriere della Sera che è il giornale di Milano, i tg privati come Sky e dieci programmi della Rai, la tv di stato pagata dagli italiani, che stanno con la sinistra». (25 maggio)

«Nella mia vita non sono mai stato bocciato». (24 ottobre)

«Mi sembra che in Italia non ci sia una forte crisi. La vita in Italia è la vita di un paese benestante, i consumi non sono diminuiti, per gli aerei si riesce a fatica a prenotare un posto, i ristoranti sono pieni». (4 novembre)

Alessandra Lotti 14/11/2011 8.20