Rivoluzione gentile: le guerriere del web si incontrano a L’Aquila

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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L’AQUILA. Si chiama la Rivoluzione gentile ed è la battaglia che le donne in rete stanno combattendo per cambiare le cose (dalla politica alla società). La parola d’ordine è rivoluzione, il mezzo: il web, l’obiettivo: rivendicare i diritti delle donne «in questo mondo castale, elitario e maschilista». Combattono così le amazzoni della Rete  che l’11 il 12 ed il 13 novembre si daranno appuntamento a L’Aquila in collaborazione con le Terre-mutate, per confrontarsi, avanzare richieste, coordinarsi con tutte le donne presenti per elaborare delle proposte su diversi argomenti  e metterle nero su bianco creando così un’alleanza trasversale.

«Perché», spiega Silvia Acquistapace  del gruppo romano Donne in Rete per la Rivoluzione Gentile.it, «la frammentazione dei gruppi femminili non ci giova affatto e allontana  il  raggiungimento dei nostri obiettivi comuni».

Hanno le idee chiare le guerriere: vogliono scegliere il leader che coordinerà la sinistra alle prossime elezioni, i candidati per la Camera e Senato, garantire la presenza femminile nelle liste al 50%,  ottenere una presenza significativa e determinante delle donne a tutti i livelli, sia nel settore pubblico che in quello privato, una nuova organizzazione del lavoro che privilegi la qualità dei tempi della vita, restituendo  spazi ed energie che possano meglio conciliare i desideri e i bisogni di tutte/i liberandole/i dal dominio della necessità.

Sono queste le basi su cui il “gentil sesso” si muove in rete e si carica di un femminismo marcato.

 

«Chi, se non una donna», dice Acquistapace, «può denunciare un orario di lavoro concepito per un maschio adulto senza impegni familiari? L’organizzazione del lavoro deve privilegiare la qualità dei tempi di vita, e restituirci spazi ed energie che ci consentano di conciliare bisogni e desideri, liberandoci dalla necessità. Non è un caso se le donne sono in prima fila a Tersigno, a Fiumicino e Riano, dove si combatte contro gli inceneritori e le discariche, contro i liquami che avvelenano la falda acquifera e i terreni che fanno aumentare a picco l’incidenza dei tumori, che distruggono il bestiame e le economie del territorio; sono le donne che si occupano dei pasti, del benessere e la salute dei propri cari. E sono ancora le donne a preoccuparsi di far quadrare i bilanci familiari utilizzando al meglio le risorse disponibili».

 Ma chi sono le attiviste del web e come nasce il movimento?

E’ il loro manifesto a spiegarlo www.rivoluzionegentile.it. Vengono da ogni parte d’Italia e sono «donne motivate e determinate», si legge nel documento, «che hanno dato corso a un movimento che ha l’ambizioso obiettivo di avviare una rivoluzione. Una rivoluzione culturale, capillare che vuole coinvolgere tutti gli aspetti della politica, dell'economia, del vivere sociale contro l’arroganza delle gerarchie dei partiti».

Il movimento muove i primi passi nel 2009, in Puglia,con la “Rete delle donne pugliesi per Nichi Presidente del 2009” ma sarà l’incontro di inizio ottobre 2010 a Foggia a segnare il vero inizio della battaglia.

Poi, il summit del 6-7 novembre a Roma getta le basi concrete del movimento rendendolo operativo.

mb  29/10/2011 13.10