Querele e danni, salta la mediazione con Di Zio: si va al processo

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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AGGIORNAMENTO. PESCARA. La mediazione obbligatoria prevista dalla legge non va in porto e Deco ed Ecologica Sangro decidono che è meglio andare al processo.

Per ragioni di trasparenza e lealtà nei confronti dei nostri lettori forniamo aggiornamenti sul caso Di Zio contro PrimaDaNoi.it (richiesta di danni di 2 milioni di euro). Alcuni giorni fa, dopo vari incontri, è fallita ufficialmente la mediazione che una legge dello Stato stabilisce come obbligatoria. Ad un primo accordo di massima non è stato dato seguito. L'accordo prevedeva una composizione della questione attraverso contatti più assidui con la redazione ed una più attenta valutazione da parte nostra degli equilibri delicatissimi di ogni notizia. Le società che fanno capo ai Di Zio, Deco ed Ecologica Sangro, con i rispettivi consigli di amministrazione, hanno detto no. Si andrà, dunque, al processo nonostante un dialogo franco e aperto tra le parti (l’avvocato Dante Fanì, gli amministrtori Paolo Tracanna e Alessandro Di Francesco e l’avvocato Massimo Franceschelli per PrimaDaNoi.it).

E’ stato un confronto comunque utile per noi che scriviamo di cronaca (anche giudiziaria) e che non mettiamo in primo piano la potenza di certe notizie, concentrati come siamo agli aspetti tecnici del nostro lavoro (ricerca delle fonti, verifica, scrittura, velocità e qualità). Più volte è stata sottolineata la diversità del mezzo, e pare che Internet per le sue peculiarità e difficoltà a “dimenticare” sia mezzo più fastidioso della carta stampata. Più volte si è fatto cenno anche ai link che di fatto riportano alla memoria le vicende trascorse.

Dal canto nostro abbiamo cercato di capire se e dove sono stati commessi degli errori offrendo la possibilità (come sempre abbiamo fatto anche prima delle carte bollate) di capire e poi emendare o equilibrare l’eventuale e presunta informazione sbilanciata. Come detto però le ditte non hanno accettato concentrandosi più su aspetti riparatori economici che tuttavia –è stato fatto presente più volte- non siamo in condizioni di seguire per chiare ragioni di “contabilità”.

Nell’ambito degli incontri PrmaDaNoi.it ha anche avanzato la proposta di un incontro diretto e senza intermediari con Rodolfo Valentino Di Zio. Per fortuna non abbiamo dovuto faticare a fugare i dubbi iniziali della controparte nello spiegare chi «c’era realmente dietro PirmaDaNoi.it» e quali “potenze” (?) oscure aizzassero i giornalisti contro predeterminati obiettivi (dubbi comprensibili in tempi di dossieraggio).

Ultima nota dolente è stato lo scontro devastante sotto vari punti di vista con l’istituto della mediazioine che una recente legge impone come strada obbligatoria prima di arrivare al giudice. Non ci si può sottrarre se non pagando un costo (nel futuro processo). Ma accettando si è costretti a subire comunque un ''prezzo'' che la legge stabilisce in tabelle tarate sulla sola richiesta di chi si sente diffamato (in questo caso). Così se per caso si sparano cifre a sei zeri la parcella che si deve allo studio individuato per la mediazione (da chi si sente offeso) sale, a prescindere dalla fondatezza e congruità della richiesta, a prescindere dal torto o dalla ragione. Ma la cosa più incredibile è che si deve pagare comunque anche in caso di mancato accordo. Una legge che secondo anche agli addetti ai lavori presenterebbe pesanti profili di sospetta incostituzionalità. Nel nostro caso, poi, la cifra è stata raddioppiata seduta stante poiché chi si è sentito offeso ha proposto due diverse procedure anche trattandosi di aziende facenti capo ad un medesimo gruppo proprietario e su questioni basate sui medesimi fatti.

a.b. 26/10/2011 12.39