L’indagine. Italiani "grandi divoratori" di notizie sul web: il 53% si informa così

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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INTERNET. I tempi cambiano, la tecnologia corre e sono sempre più gli utenti che abbandonano i vecchi sistemi di informazione e ne abbracciano di nuovi. Anche gli italiani non fanno eccezione.

Dalla ricerca “I media digitali in Italia”, realizzata da Open Society Foundations e presentata il 18 ottobre nel corso del Festival Eurovisioni di Roma viene fuori che in Italia il 53% della popolazione, di cui circa la metà tra i 14 e i 29 anni,  fra le attività principali in rete cerca notizie.

Lo studio, curato da Gianpietro Mazzoleni, Giulio Vigevani e Sergio Splendore, analizza l'impatto del digitale e del web sul sistema dei media italiano e fa parte del progetto ‘Mapping Digital Media', che prende in esame i cambiamenti in corso in 60 Paesi.  Per scovare le notizie, gli internauti italiani non si rivolgono solo ai giornali online (che vanno per la maggiore) ma anche ai blog, forum e social network più conosciuti come Twitter,  Facebook, Youtube, dove , talvolta, si possono creare veri e propri movimenti di protesta.

Dai dati  Censis riferibili al 2009/2010 e riportati nell'indagine, emerge la tendenza degli italiani ad  utilizzare più fonti web per attingere notizie. Il consumo della stampa tradizionale ha registrato nel 2010 un  -7 %,  contro quello dei giornali online che riportano un + 0.5 %. Sempre più persone consultano i siti web, Google.it in primis e  a seguire, Facebook, Google.com, Youtube, Yahoo.com, Wikipedia, Blogger.com, La Repubblica, Libero.it, il Corriere della Sera. Circa 15 milioni di italiani appartengono alla grande famiglia Facebook, mentre 12 milioni hanno un account Twitter.

C'è poi un altro fenomeno che va sempre più diffondendosi ed è quello dell'attivismo via web che è in grado di dar vita a vere e proprie rivoluzioni (come per le rivolte in Nord Africa, in Spagna) mentre in Italia si ferma il più delle volte a gruppi di protesta. E' il caso del blog di Beppe Grillo lanciato nel 2005 che con il suo V-Day ha catalizzato l'attenzione di numerosi internauti o il movimento Valigia Blu che si batte per la libertà di stampa, Popolo Viola, una campagna online che vuole le dimissioni di Berlusconi ed ha portato avanti la dimostrazione del 5 dicembre 2009 del “No Berlusconi Day” e molti altri.   Le compagnie pubblicitarie, in tutto questo, hanno cambiato rotta e virano sempre di più verso la online advertising (pubblicità online). Secondo i dati emersi, risulta che la pubblicità online sia cresciuta del 6,5 % nel 2010, rispetto al 2009.

 Google Italia, infatti, ha letteralmente monopolizzato il settore con  inserzioni online così come sempre più siti internet o giornali online diventano fonti di investimento appetibili per i colossi pubblicitari

 Marirosa Barbieri  21/10/2011 14.16