Sito web Asl Pescara. D’Amario: «lo ammetto, è inefficiente. Risolveremo presto il problema»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Lo ammette, senza troppi giri di parole:«il sito web della Asl di Pescara è lacunoso ed a tratti inefficiente».

Un mea culpa che sembra sincero quello del manager della Asl, Claudio D’Amario, dopo che PrimaDaNoi.it ha analizzato meticolosamente il sito istituzionale dell’azienda ospedaliera scoprendone incompletezze e veri e proprie lacune.

E infatti dall’indagine risulta che il sito eccelle nella pubblicazione di presenze e assenze del personale, bandi e concorsi, posta elettronica certificata, stipendi e curricula (contenuto obbligatorio) ma ne trascura altri allo stesso modo obbligatori come l’albo pretorio che, in questo caso, contiene documenti in forma di avvisi incompleti, fotocopiati o scannerizzati contenenti indicazioni generiche su delibere e determine.

«SITO PREISTORICO»

E’ tranquillo e molto disponibile il manager D’Amario e risponde alle nostre domande sul sito web ed è  proprio lui a segnalare lacune, anomalie, «frutto», dice, «di una gestione artigianale. Il sistema è vecchio, infatti,  ci sono ancora i nomi dei primari e dei direttori sanitari di dieci anni fa. C’è un affastellamento di link e si fa fatica a trovare le cose».

Su un punto il numero uno della Asl di Pescara non ha dubbi: «la responsabilità non è del direttore (cioè lui) ma del dirigente che ricopre contestualmente il ruolo di addetto stampa e di improvvisato webmaster», proprio come succede alla Asl di Chieti. 

«Questa figura sta lì da 4 anni», commenta stizzito, «ma a causa della sua incompetenza non svolge bene il suo lavoro ed io ne pago le conseguenze mediatiche. Non lo vedo mai, non interagisce con la direzione strategica. Io gli ho proposto dei programmatori da coordinare  ma... lui dice che l’inefficienza è dovuta al fatto che non disponiamo di un software che permetta contemporaneamente di stendere una delibera o un documento e di mandarlo sotto forma scannerizzata o pdf direttamente al  link del sito». Eppure sono migliaia i software (anche gratuiti e disponibili in Rete) che potrebbero essere molto utili, ma è chiaro che bisogna avere competenze e conoscere la materia di cui si parla. Ad ogni modo gli obblighi di legge rimangono tutti.

La cosa che più colpisce è che il dirigente in questione, a detta di D’Amario, «è un lascito della precedente amministrazione aziendale e per giunta con un contratto a tempo indeterminato». Ma se è questo il problema, allora il sito internet della Asl è condannato ad una perenne inefficienza o si prospettano altre soluzioni?

D’Amario non ha dubbi.  «Avrei voluto scegliere una persona di fiducia e leale come addetto stampa», dice, «ma ho avuto questa in eredità  ed ora, anziché assumere una nuova figura, sto pensando di rivolgermi ad un service esterno. Mettendo a disposizione una cifra (30.000 o 40.000 euro per esempio), farò un bando e selezionerò la compagnia internet che si occupi di tutto, dall’aggiornamento del sito web, alla comunicazione esterna ed interna. Tra poco  anche l’Oiv (organismo di valutazione indipendente che valuta le performance ed il lavoro amministrativo) sarà chiamato ad esprimersi sulla questione». Ma a parte l’incapacità organizzativa una domanda resta: appurato che non ci  sono problemi nel pubblicare soltanto i titoli scannerizzati delle delibere, quale sarebbe l’enorme problema di pubblicare l’intero contenuto di ogni documento?

E’ qui che D’Amario si lascia andare: «siamo carenti, è vero, su questo non ci piove», e aggiunge, «è vero, facciamo clinica applicata e poi non riusciamo a sbrigare ‘ste cose tecnico-amministrative’. Ma continueremo comunque a lavorare per risolvere le criticità».

Marirosa Barbieri  21/10/2011 9.25