L’ex giudice Imposimato denuncia la Cia: «sapeva dell’11 settembre»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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NEW YORK. Una denuncia al Tribunale internazionale penale dell’Aja contro la Cia «perché era a conoscenza dell’attentato alle Torri Gemelle e non ne face parola con l’Fbi». E’ questa l’iniziativa legale a cui  Ferdinando Imposimato, avvocato italiano ed ex giudice istruttore, starebbe lavorando.

Uno dei “cospirazionisti” più in auge del panorama internazionale, punta il dito contro la roccaforte americana, la Cia, accusandola di  «sapere che nei grattacieli erano stati collocati degli ordigni, così come in un terzo palazzo adiacente alle Torri Gemelle, la torre numero 7, che si piegò su se stessa, senza che in questa ci fosse un impatto con un aereo».

Ma quello che balza subito all’occhio è il silenzio (per ora) della stampa internazionale sul caso. Né il NewYork Times una delle principali testate giornalistiche del Paese, né il Wall Street Journal (che custodisce in archivio tracce di Imposimato risalenti agli anni 90), né l’inglese The Guardian, fanno alcun cenno alla denuncia.

L’ipotesi di reato che Imposimato ha intenzione di contestare alla Cia presso la Corte penale internazionale dell’Aja, è di concorso nelle stragi dell’11 settembre del 2001 «in quanto», dice,  «diversi esponenti di vertice della Cia pur sapendo della presenza di terroristi nel territorio Usa fin dal gennaio 2001 provenienti dall’Arabia Saudita e considerarti come sospetti terroristi e pur sapendo che essi erano arrivati a Los Angeles dal 15 gennaio 2001 per addestrarsi sugli aerei da usare come missili contro edifici americani, non informarono l’Fbi, che è l’unico organismo competente a contrastare il terrorismo in territorio americano, in tal modo lasciando che gli attentati avvenissero eseguiti l’11 settembre 2001».

Una denuncia a tutto tondo nata dopo  l’incontro di “Toronto Hearings”  (un tribunale internazionale indipendente) tenutosi dall’8 al 12 settembre scorsi a Toronto, durante il quale sono stai ascoltati 17 testimoni (professori ed esperti del mondo accademico), a favore della teoria cospirazionista.  

Si tratta di luminari del calibro di Peter Dale Scott, Laurie Manwell, Graeme MacQueen, Lance DeHaven-Smith, Kevin Ryan, Niels Harrit, David Chandler, Jon Cole e David Ray Griffin  autore di numerosi testi  e ricostruzioni sull’incidente delle Twin Towers  in cui avanza l’ipotesi di demolizione controllata delle torri. 

LE REAZIONI

A parte numerosi blog in suo onore, il nome Imposimato non viene minimamente citato nella stampa americana.La denuncia del giurista, invece, trova ampio spazio sui media italiani che gli dedicano intere pagine o interviste.

Molto più scettico, invece, il web che pullula di forum in cui  si trovano voci discordanti . Un utente scrive ironicamente: «solo perché un personaggio italiano ha parlato di responsabilità Usa nell’attentato, allora è vero! Suvvia, non scherziamo».

Gli fa eco un altro riferendosi al giurista italiano: «dopo che i giudici italiani hanno scagionato Amanda Knox mi dite come fanno ad essere attendibili?»

E c’è chi, infine, su Twitter, solleva dubbi sull’attendibilità dei testimoni (tutti provenienti dal mondo accademico ed istituzionale) che hanno sostenuto Imposimato.

«Dai rispettivi curricula pubblici», dice l’utente, «professori di scienze politiche, filosofia della religione o teologia, direttori di laboratorio di chimica, ingegneri , insegnanti di fiscia, ex senatori, si nota subito l'assenza di vigili del fuoco, esperti in incendi o in aeronautica o ingegneri strutturisti. Può sorprendere che Imposimato, a quanto pare, ritenga attendibili, come esperti di crolli e incendi, dei docenti di teologia comparata, dei professori di economia o degli insegnanti di cinematografia specializzati in teoria del film francese e che abbia formulato le proprie accuse senza aver consultato degli esperti effettivi nelle materie in questione».

Marirosa Barbieri  14/10/2011 15.10