9 medici famiglia su 10 navigano su internet per ''aggiornarsi''

Alessandro Biancardi

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ROMA. L'89% dei medici di medicina generale usa internet per informarsi.

L'89% dei medici di medicina generale usa internet per informarsi, l'84% partecipa a corsi Ecm online (il doppio rispetto ai colleghi specialisti) e il 51%  interviene a congressi, simposi e tavole rotonde in modalità virtuale. E' quanto emerge da un'indagine realizzata dall'Eurisko lo scorso giugno e presentata da Isabella Cecchini, direttore del Dipartimento Salute GfK Eurisko, in occasione del 66° Congresso Fimmg-Metis in corso a Villasimius.

L'indagine, finalizzata a esplorare i nuovi canali d'informazione e di aggiornamento che i medici utilizzano attualmente nell'ambito della propria attività professionale, è stata realizzata attraverso interviste via web, coinvolgendo 200 medici di medicina generale e 700 specialisti. I campioni sono rappresentativi degli universi di riferimento, in base ai parametri dell'area geografica e dell'ampiezza centri.

Circa la metà (53%) dei medici di medicina generale accede a internet attraverso un motore di ricerca generalista (contro il 26% degli specialisti) mentre 1/3 (35%) lo fa tramite un sito salvato tra i “preferiti” (contro il 48% degli specialisti). Quasi la metà dei medici di famiglia ricerca principalmente informazioni o risposte a un problema specifico, il 32% studia o approfondisce tematiche mentre il 13% partecipa principalmente a corsi Ecm online. Per il 65% internet è un canale utile, per 52% lo sono corsi Ecm online e circa il 50% considera utili i congressi “virtuali”. Sono ancora pochi, invece, i medici di famiglia che si cimentano in discussioni online attraverso forum, blog e social network (il 5%). Nonostante siano una realtà ancora poco utilizzata, il 60% dei medici di medicina generale considera tuttavia i blog/forum online utili per dare informazioni e consigli ai pazienti e ben il 70% dei medici si dichiara propenso a utilizzarli in futuro, sia per discutere con i colleghi sia per consulenza ai pazienti.

«“Negli ultimi anni, grazie soprattutto all'avvento delle nuove tecnologie e del web, la comunicazione medica si è sviluppata verso nuove direzioni facendo propri nuovi mezzi, stili e approcci comunicativi attraverso cui veicolare l'informazione medico-scientifica – spiega Isabella Cecchini, direttore del Dipartimento Salute GfK Eurisko - Da parte sua il medico ha assunto un ruolo più attivo e autonomo nella gestione e nella ricerca di informazioni utili per la sua professione. Internet è un riferimento primario per il medico perché rappresenta una ‘Biblioteca Universale' e imparziale del sapere scientifico,  ma anche una ‘Babele' di informazioni dove il medico fa fatica ad orientarsi.  Da qui la necessità di percorsi ‘guidati' (gran parte dei medici accede infatti al web con una domanda su google) e di ‘contenitori' garantiti che organizzino l'informazione come i siti dedicati al medico. I social network non sembrano invece oggi ancora rappresentare uno spazio entro cui confrontarsi».

Più di 1/3 dei medici di medicina generale (il 37%) l'ultima volta che hanno navigato hanno cercato informazioni su un farmaco, il 31% ha cercato informazioni su linee guida o percorsi terapeutici, il 29% ha cercato risposta a una domanda del paziente. 8 medici su 10 si collegano almeno 3 volte alla settimana ai siti dedicati a loro.
Per quanto riguarda i cittadini, l'indagine evidenzia che il 35% cerca su internet informazioni sulla salute. Nell'ultimo mese il 18% degli over 54 che si è collegato a internet lo ha fatto per trovare informazioni su salute e medicina. Il 13% cerca in particolare informazioni sulle possibilità di cura e sui farmaci da discutere principalmente con il proprio medico.

«Dall'indagine dell'Eurisko emerge un quadro molto interessante – afferma Alessandro Dabbene, segretario della Fimmg Continuità assistenziale del Piemonte e membro del comitato scientifico del Congresso - Il medico di medicina generale ha l'esigenza di trovare in Internet informazioni sui più disparati argomenti e ha bisogno di risposte in tempo reale durante le consultazioni dei pazienti. Pertanto utilizza la rete con un approccio generalista che non deve essere considerato superficiale bensì appropriato al suo ruolo specifico».

05/10/2011 8.56