Asl Pescara: l’albo pretorio online? Anche qui niente trasparenza

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Asl Pescara: l’albo pretorio online? Anche qui niente trasparenza

PESCARA. Gli stipendi ci sono, i curricula dei dirigenti pure ma i documenti ufficiali, come delibere e determine, latitano.

Il sito web dell’Asl di Pescara, pur rispettando dei contenuti obbligatori previsti dalla legge sulla trasparenza amministrativa (presenze e assenze del personale, bandi e concorsi, posta elettronica certificata), ne trascura altri allo stesso modo obbligati come l’albo pretorio, che in questo caso contiene documenti in forma di avvisi incompleti. Insomma anche su questo versante la Asl di Pescara interpreta a suo modo la legge.

Infatti alla voce albo pretorio online (lo spazio dedicato alla pubblicazione di atti ufficiali) sul sito non c’è traccia di delibere integrali, ma solo di avvisi fotocopiati contenenti indicazioni generiche su delibere e determine. Nei file pdf si leggono a stento scannerizzati, a volte malamente, i titoli dei documenti che lasciano intuire una trasparenza futuribile ma non attuale e concreta. Perchè si è scelto questo metodo se non si ha nulla in contrario alla vera trasparenza?

Basta dare un’occhiata al sito web della Asl di Chieti per rendersi conto della differenza.  Qui sull’albo pretorio campeggiano documenti e delibere in formato integrale, nel rispetto del principio di trasparenza ed accessibilità.

Eppure la legge numero 69 del 18 giugno 2009 (Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile) impone, all’art. 21 comma 1, che tutte le pubbliche amministrazioni debbano rendere note, attraverso i propri siti internet, alcune informazioni relative ai dirigenti (curricula vitae, retribuzione, recapiti istituzionali e i tassi di assenza e di presenza del personale, aggregati per ciascun ufficio dirigenziale).

«La pubblicazione del documento», stabilisce la legge, «deve  avvenire in forma integrale, per estratto (o con omissis), oppure mediante avviso.  Ma qualunque sia la modalità scelta per la pubblicazione i dirigenti hanno l’obbligo di assicurare la completezza, correttezza, pertinenza, indispensabilità dell’albo on-line e dei documenti pubblicati, con riferimento all’autenticità, all’integrità, all’intelligibilità, completezza di informazione, chiarezza di linguaggio, affidabilità, semplicità di consultazione, qualità, omogeneità e interoperabilità, così come previsto dall’articolo 53 del codice dell’amministrazione digitale».

In una parola: trasparenza.

«Inoltre», recita la legge, «tutti i documenti, sia quelli pubblicati integralmente, sia per estratti devono contenere queste caratteristiche: data di registrazione, assegnata automaticamente dal sistema, data iniziale di pubblicazione, data finale di pubblicazione, denominazione del richiedente, oggetto del documento, numero degli allegati, descrizione degli allegati, documento o documenti informatici sottoscritti con firma elettronica qualificata, indicazione se il documento è pubblicato in forma integrale o per estratto».

Una legge mille applicazioni e così a Pescara si interpreta in un modo, una decina di chilometri più in là, un’altra Asl interpreta in maniera diversa.

I documenti caricati sull’albo pretorio dell’Asl di Pescara sono soltanto quelli dell’ anno 2011, recano data ed oggetto  ma non contengono né firma, né descrizione dei contenuti, né indicazione che specifichi se sono pubblicati in forma integrale o per estratti; infine sono caricati come avvisi fotocopiati con la conseguenza che chiunque voglia consultare le carte debba avviare un farraginoso iter di richiesta dall’esito, diciamo,… incerto.

Dove sono le delibere precedenti al 2011? Dov’è l’archivio degli atti pubblicati?

Del tutto differente è, invece, l’albo pretorio online della Asl di Chieti dove non solo gli atti e  le delibere sono pubblicate integralmente, ma presentano anche il numero identificativo, il numero dell’atto, la data di inizio pubblicazione e quella di fine pubblicazione, la tipologia del documento e la descrizione dell’allegato.

La legge per quanto chiara viene interpretata, anche un sito internet ufficiale parla chiaro e racconta di una diversa volontà amministrativa che alla fine non sembra molto diversa da quella così tanto osteggiata dell’ex manager Angelo Cordone. E pensare che in fatto di trasparenza l’attuale manager Claudio D’Amario sembrava aver iniziato con il piede giusto scoperchiando più di un vecchio pentolone…

Polemiche a parte restano i fatti: i documenti pubblici non sono sul web e se richiesti vengono anche negati.

Marirosa Barbieri  27/09/2011 9.59

 ASL TERAMO E L’AQUILA: CI SONO LE DELIBERE MA MANCANO GLI STIPENDI

Dal punto di vista della trasparenza non va meglio se si guardano con attenzione i siti delle asl di L’Aquila e Teramo.

E infatti se da un lato la Asl di Teramo ha un albo pretorio ricco di delibere, atti e documenti ufficiali recanti firma, data di inizio di pubblicazione, numero di identificazione e testo integrale, così come stabilisce la legge e ancora, e mail, bandi di gara, concorsi ed  Urp,  d’altro canto è lacunoso sotto il profilo della “trasparenza valutazione e merito”.

Il sito web dell’Asl di Teramo, invece, non contiene curricula in formato europeo, né stipendi di dirigenti, né  tassi di assenza e di maggiore presenza del personale, nè incarichi e le retribuzioni per eventuali consulenze esterne ma presenta soltanto una voce generica sui contratti collettivi nazionali.  Stessa storia per il sito web dell’Asl de L’Aquila, Avezzano e Sulmona.

 Anche qui  l’ albo pretorio contiene delibere e provvedimenti dirigenziali dettagliati, integrali e completi, così come sono pubblicati gli avvisi di bandi e gare, i curricula dei dirigenti  ma degli stipendi del personale e dei tassi di assenze e presenze  nessuna traccia.

27/09/2011 12.43