Cercasi staminali per ragazzo di Vasto, l'appello vola sul web

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «Simone è un ragazzo di 17 anni che ha bisogno di trovare un donatore compatibile di cellule staminali emopoietiche».

 

Comincia così l'appello sul web a caccia di cellule staminali che salverebbero un ragazzo di Vasto, in provincia di Chieti con un tumore del sangue. Simone frequenta il quarto anno all'I.T.I.S. di Vasto e l'ultima volta che è stato visto in città è stato all'apertura dell'anno scolastico, poi ha salutato e ha detto che era in partenza per Bologna, dove avrebbe dovuto fare dei controlli.

Il ragazzo si trova nel capoluogo emiliano ancora oggi, all'ospedale Sant'Orsola-Malpighi, dove è seguito dall'unità operativa di ematologia guidata da Michele Baccarani. L'ospedale bolognese, fanno sapere dall'unità di Baccarani, ha già avviato la procedura prevista per la richiesta di cellule staminali, attraverso una banca mondiale e un registro internazionale dei donatori.

«In questo registro sono iscritti 5 milioni di persone - precisa all'Ansa Francesco Lanza, presidente europeo della società di terapia cellulare - e la ricerca del donatore giusto, quello compatibile secondo gli standard può durare anche alcune settimane».

Gli amici e i compagni di scuola di Simone, però, hanno fretta di aiutarlo e allora hanno distribuito volantini in città e poi, con l'approvazione della famiglia del ragazzo, hanno diffuso sul web l'appello in cui si cerca «un donatore, in buono stato di salute - si legge nel documento - d'età compresa tra i 18 e i 37 anni. Coloro che rispondono a queste caratteristiche e vogliono aiutare Simone possono recarsi presso il Centro Trasfusionale dell'ospedale 'San Pio da Pietrelcina' di Vasto per sottoporsi ad un prelievo di sangue per testare la propria compatibilità».

Dal Centro Trasfusionale fanno sapere che, effettivamente, alcuni ragazzi si sono già sottoposti al test, (un prelievo di sangue) anche se è difficile trovare un donatore compatibile.

«Le cellule staminali in genere si prendono dal paziente e quando questo non è possibile - prosegue Lanza - si verifica la compatibilità di un fratello o una sorella per il cosiddetto trapianto allogenico di midollo spinale».

Non è escluso che l'entusiasmo degli amici di Simone sia destinato a spegnersi di fronte alla presa d'atto che le cellule che serviranno a salvare Simone possono provenire solo dal canale ufficiale, quello della banca internazionale dei donatori e che, secondo la struttura emiliana, non potrebbero nemmeno fare i test di compatibilità.

30/09/2010 8.13