Wikileaks, strage di Ustica. Dai cables Usa coinvolti e l’Italia li copriva…

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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INTERNET. Sono due cablogrammi, rilasciati da Wikileaks, a svelare possibili coinvolgimenti e coperture istituzionali di Usa e Italia sulla strage di Ustica (l’incidente aereo avvenuto in circostanze misteriose che il 27 giugno del 1980, costò la vita a 81 persone, nel cielo tra Ustica e Ponza).

 Si tratta di questo cable e di quest'altro, classificati dal funzionario dell’ambasciata Usa a Roma, Thomas Countryman.

Due dispacci che, oltre a riaprire una ferita ancora aperta (a distanza di trent’anni dall’incidente è ancora buio pesto sulle possibili cause e responsabilità), documentano  la preoccupazione degli Usa su una fuga di notizie che rivelassero il loro “coinvolgimento”. E infatti tra le varie ipotesi sulla strage (collisione tra velivoli, bomba esplosa a bordo, cedimento strutturale), si pensò ad un missile Usa che accidentalmente o non, potesse aver colpito il mezzo.

Ma non è tutto. Da alcuni passaggi dei cablogrammi viene fuori che l’allora ministro dei rapporti col Parlamento, Carlo Giovanardi, cercò di  nascondere le responsabilità americane, sostenendo in Parlamento, «che la strage era stata provocata da un bomba e non da un missile Usa».

Da questo cablogramma si apprende che che  il 25 giugno 2003, Thomas Countryman, diplomatico dell’ambasciata americana a Roma, fece pressioni sul dipartimento di Stato, perché rilasciasse subito un documento. Ma di cosa si tratta? Di carte desecretate contenenti  un intercettazione, da parte degli americani,di una telefonata tra l’allora presidente del Consiglio, Giuliano Amato, ed il ministro della difesa, Salvo Andò. «Nella  conversazione telefonica», si legge dal dispaccio, «i due discutevano degli sforzi fatti dall’amministrazione americana al fine di monitorare le indagini di giudici e parlamentari».

I toni di Countryman sembrano preoccupati soprattutto per uno speciale del Tg3 del 21 giugno 2003 sulla vicenda, e per i titoli di importanti testate che annunciavano  “nuove rivelazioni” sul caso Ustica. L’attenzione mediatica italiana era alta ma il diplomatico Usa cercò di sminuire il tutto definendole «teorie cospirazionistiche».

Ma non finisce qui perché è questo cablogramma a mettere con le spalle al muro il governo italiano.  E’ sempre Countryman a scrivere, stavolta il  14 luglio 2003, riportando il contenuto di un colloquio avvenuto il 10 luglio 2003 tra lui e Giovanardi. Quest’ultimo si lamentava della «mancanza di chiarezza e cooperazione» da parte degli Usa nei confronti del governo italiano e ricordava come lui, invece, avesse fatto ogni sforzo per mettere a tacere la questione di Ustica e salvare gli americani, al punto da sostenere in Parlamento «che l’incidente era stato causato da un’esplosione a bordo del velivolo». «Giovanardi spiegò che», si legge letteralmente nel cablogramma, «parlò in Parlamento cercando di mettere a tacere la questione di Ustica vecchia di 20 anni (to put the 20 year old Ustica crash case to rest) e che l’incidente (the crash) era stato causato(was caused) da un’esplosione interna e non da un missile Usa (by an internal explosion and not by a Us missile).

 E, nel passaggio successivo, il politico italiano chiedeva agli Stati Uniti di coordinare insieme all’ambasciata americana una  dichiarazione pubblica congiunta sull’incidente (he asked that we coordinate our public comment on the matter).

 Marirosa Barbieri   10/09/2011 10.04