Anonymous attacca la Centrale del servizio informatico anticrimine: rubati dati per 8Gb

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Anonymous attacca la Centrale del servizio informatico anticrimine: rubati dati per 8Gb
INTERNET. La vendetta è un piatto che va servito freddo.

Lo sa bene Anonymous che, a distanza di qualche giorno dall’arresto da parte della Polizia postale di alcuni membri dell’organizzazione di “hackativists” ha sferrato un colpo per vendicare i fratelli arrestati.  E infatti l’obiettivo è stato proprio il Cnaipic, Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche, nel mirino già da tempo.

Ma stavolta non si tratta di aver bucato un sito,  di averlo bloccato, come già avvenuto in passato (siti Camera, senato, altri enti), stavolta  la posta in gioco è molto più alta. Anonymous avrebbe scoperto che dietro la “virtuosa” attività dell’anticrimine, volta ad intercettare i criminali informatici e a sequestrarne software e apparecchiature, ci sarebbe qualcosa di poco chiaro. Gli hackers di Anonymous  avrebbero sottratto al Cnaipic files per un peso di 8Gb che sarebbero stati “rimaneggiati”  dall’agenzia anticrimine e utilizzati per intercettare, monitorare, in completa violazione della privacy. Questo è quanto apprende PrimaDaNoi.it direttamente da fonti vicine ad Anonymous. «Quei dati sono stati rimaneggiati e archiviati», ha detto uno dei capi di Anonymous  a PrimaDaNoi.it, «in maniera non conforme e ciò ne invalida l'utilizzo a carico degli eventuali sospettati e inoltre da alcuni documenti pare che alcune delle credenziali ottenute siano state usate per monitorare soggetti estranei alle indagini e in alcuni casi senza l'autorizzazione di un pm.

 Le informazioni  venivano scambiate con agenzie internazionali di law enforcement».

In poche parole secondo la ricostruzione non ancora certa di Anonymous, il Cnaipic sequestrava i files sospetti degi hackers, poi , anziché catalogarli e archiviarli per non inquinare le prove, in vista di processi, ci metteva mano e usava il materiale o per monitorare sospettati residenti all’estero  in questo caso insieme ad autorità estere.

L’organizzazione di hackers e attivisti ha anche divulgato foto ed una lista di documetni che sarebbero stati sottrati un elenco di enti di governo, istituzioni che avrebbero avuto rapporti poco chiari e ancora da accertare con il Cnaipic, tra cui il Ministero dei trasporti egiziano, il Ministero della difesa australiano, il Ministero degli affari esteri in Nepal.

 NKWTLOAD E  LULZSEC SULLA STESSA BARCA

«E’ stata una joint operation. Il merito non è tutto nostro», aggiunge il membro di Anonymous che sembra essere anche una delle menti dell’organizzazione.

Gli hacktivists sarebbero stati a loro volta –secondo la loro versione dei fatti- vittima di sottrazione dei dati in violazione delle norme di procedura penale e della privacy, questi dati poi sarebbero stati condivisi attraverso il centro oggi attaccato anche con «oligarchie» per ragioni di interesse mentre non avrebbero avuto molto peso nelle indagini penali contro di loro.

Storie e interessi sovranazionli che sfumano nei racconti di Anonymous che  si confondono tirando in ballo più volte i servizi segreti dei maggiori paesi del Mondo.  

A PrimaDaNoi.it il militante conferma che «si sta lavorando per dipanare la matassa di files sottratti al Cnaipic» e poi ringrazia  «i suoi supporters esterni» senza i quali questa operazione, dice, «non sarebbe mai esistita».

«La crew di Lulzsec che opera nell’ambito dell’operazione #Antisec», spiega, «ci ha dato una mano enorme. Ma un grande ringraziamento va anche a Nkwtload un’altra cellula di Anonymous che ci ha sostenuti molto. Sono stati mitici».

«Bucare il sito di Cnaipic è stato un gioco da ragazzi», confessa, «la nostra è stata una risposta ai recenti arresti prepetrati dal Cnaipic nell'ambito dell'operazione SecureItaly.  Avevano detto che ci avevano decapitati: pessima scelta di parole visto che il nostro simbolo è un uomo senza testa. Dobbiamo ancora decidere se i files sottratti li rilasceremo in piccole cache o in un’unica soluzione».

I FILES RUBATI SUL WEB

Mentre scatta nuovamente la caccia agli hacker da parte della polizia Anonimous mette sul web una parte dei files rubati al Cnaipic.  Ma subito è arrivato anche un avviso ai naviganti di non aprire i files perché potrebbero essere controllati a distanza. Una sorta di controllo che la polizia postale può fare sui file per sapere chi e dove legge i files. Un problema che pare aver inpensierito solo un pò l’organizzazione che non pensa che proprio questa possa essere una mossa dei cyber agenti per arrivare al pesce dopo aver lanciato l’amo. I files sono ancora pochi e dunque sono soltanto una minima parte degli 8Gb annunciati pe rlo più in pdf. Secondo quanto ha potuto apprendere PrimaDaNoi.it Anonymous starebbe ripulendo i files per non creare problemi a chi li scaricherà. Ma chi li ha già scaricati potrebbe rischiare qualcosa…

Alcuni files avrebbero hanno attivata la funzione “phone home” e una volta aperti si connettono ad un  server della Postale che raccoglie informazioni su chi li sta consultando. Oltre a fornire una mappa dettagliata su come opera la Cnaipic, i documenti trafugati  rivelerebbero rapporti intercorsi tra la Polizia informatica e studi legali (McCallion & Associates LLP,  Goodkind, Labaton, Rudoff &  Sucharow, LLP), con centinaia di società, aziende e contractors (Exxon Mobil) ma anche miniteri Usa e Vietnam, la Gazprom Atomstroyexport, Diaskan, Sibneft in Russia.

Marirosa Barbieri  25/07/2011 15.09