Chiesa 2.0, l’orario della messa via sms: diocesi al passo coi tempi

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

7346

L’AQUILA. Arriva l’sms e ti avverte degli orari della messa della tua parrocchia.

Un servizio innovativo che premierà quei fedeli tecnologici che posseggono un cellulare.

Arriva Parrocchiemap.it un progetto messo in campo dai servizi informatici vaticani e sperimentato tra gli altri dalla diocesi de L’Aquila, Chieti e Ortona (mentre le altre non lo hano ancora attivato).

Non ha perso tempo Don Claudio Tracanna direttore dell’ufficio diocesano de L’Aquila che, insieme ai suoi “colleghi” delle chiese di Agrigento, Vicenza e Padova ha salutato con entusiasmo la novità del momento.

Basterà  inviare, infatti, un sms al 488-3888 o una e mail all’indirizzo om@pmap.it specificando  la parrocchia di riferimento, per avere gli orari delle messe via sms, i programmi diocesani della settimana, gli appuntamenti più importanti.

Tutti potranno accedere al sito da pc (www.pmap.it oppure www.parrocchiemap.it) o da cellulare (m.pmap.it) tramite localizzazione GPS per i dispositivi che dispongono di questa funzione, o tramite operazione di ricerca della parrocchia.

«Un completamento di quello che abbiamo iniziato con il sito web diocesano dopo il terremoto», è così che Don Tracanna definisce il progetto riferendosi al portale www.diocesilaquila.it accessibile anche dal palmare che permette di condividere le news sui social network più conosciuti come Facebook, Twitter, Delicious, di lasciare posts sul blog e condividere video su  Youtube.

Ad oggi sono quasi un migliaio gli amici dei profili Facebook “Diocesi L’Aquila”, dell’Istituto di Scienze religiose, dell’ufficio liturgico e della biblioteca diocesana.

Che il Vaticano sia entrato da tempo nell’era informatica non è un mistero,come dimostra il progetto messo in campo da Benedetto XVI dello YouCat( YouthCatechismo) la versione web del catechismo della Chiesa cattolica per i giovani. Un testo di circa 300 pagine curato da teologi e catechisti sotto la supervisione del cardinale Shonborn, che si potrà leggere in versione cartacea e attraverso strumenti come lo smarthphone e l’iPhone e persino come ebook.

Una linea che anche la diocesi de L’Aquila sembra seguire.

«La nostra Chiesa con queste iniziative vuole raccogliere l’invito del Papa», precisa Don Tracanna, «oggi, infatti, bisogna abitare con fiducia e con consapevole e responsabile creatività la rete di rapporti che l’era digitale ha reso possibile. Non semplicemente per soddisfare il desiderio di essere presenti, ma perché questa Rete è parte integrante della vita umana».

Ma nel caso de L’Aquila accanto allo spirito di modernità c’è probabilmente l’istinto di sopravvivenza di una città che non riesce ancora a sollevarsi dalla tragedia del terremoto.

«Il rischio è che la Rete si trasformi in una trappola e che crei uno scollamento tra realtà e spazio virtuale», dice Don Tracanna a PrimaDaNoi.it, «si deve costruire? Lo si fa sul web. Ci si vuole incontrare? Ci si dà appuntamento su Facebook. Quello che osservo nei giovani è la mancanza di prospettive a causa dell’immobilismo delle amministrazioni. Dovremmo ricordare il messaggio che lanciò tempo fa l’architetto Vittorini: ricostruiamo qualche monumento per L’Aquila così la gente potrà identificarsi di nuovo nella città e non abbandonarla, come purtroppo sta accadendo. Quelli che restano trovano in Facebook e nei centri commerciali i loro punti di incontro».

A fare l’eco a Don Tracanna ci pensa uno dei figli de L’Aquila Luca Capannolo che lascia la sua testimonianza proprio sul blog di diocesilaquila.

«Sono stati cancellati gli spazi che ci hanno visto crescere, i simboli della nostra identità. E’ per questo che i rapporti umani si sono ridotti al minimo. L’Università è in declino, manca la biblioteca provinciale e i caffè letterari. La gioventù a L’Aquila è a rischio sopravvivenza».

Marirosa Barbieri  22/06/2011 16.32