Wikirivolte: dal Nord Africa all’Europa. La primavera africana arriva in Spagna e non solo

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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MADRID. Lo chiamano 15M Experiment (l'esperimento del 15 maggio) ed è l'ondata di protesta che dal 15 maggio scorso tiene  la Spagna col fiato sospeso.

Le democrazie occidentali osservano il fenomeno che prende spunto dalle Wikirivolte in Nord Africa. Le stesse richieste: la fine di governi corrotti, gli stessi slogan rivolti alle istituzioni:«governi corrotti» e lo stesso imperativo assoluto:«Stop».

Quella che doveva essere una semplice marcia di protesta organizzata il 15 maggio scorso a Madrid dal gruppo Democracia Real Ya (Real Democracy Now!) che usa lo slogan: «non siamo merce nelle mani di politici e banchieri», si è trasformata in una vera e propria contestazione in piazza Puerta del Sol, al centro della città.

Migliaia i dimostranti che hanno sfilato brandendo cartelli ed intonando proteste come «la chiamano democrazia ma non lo è»,oppure «Nessuno ci rappresenta. PSOE and PP (i due partiti principali) sono la stessa feccia».

 Si protesta contro la collusione tra politica e banche, la corruzione e il sistema partitico bipolare contro cui i manifestanti hanno invocato l'astensionismo alle urne, la disoccupazione giovanile grande piaga sociale. Si stima che in Spagna il 44% dei 20enni è senza lavoro (il tasso globale è del 21%, cioè 5 milioni di disoccupati).

 Una protesta che non è rimasta confinata a Madrid ma si è diffusa in varie città, raggiungendo momenti di forte tensione, con atti di vandalismo e scontri con la polizia, come dimostrano i video su youtube.

Si definisce un movimento pacifico di disobbedienza civile il “15 M” che alla legalità dice di preferire la giustizia, in caso di scelta. 

 Ma ciò che rende particolare la protesta spagnola è il suo carattere sperimentale come lo definisce il web. Non una semplice contestazione ma il tentativo seguito alla protesta di sperimentare un tipo di democrazia diretta in cui il popolo si autogestisce e prende decisioni in assemblee elette coralmente.

E' proprio quanto il successo  in piazza Puerta del Sol.

 Prima i manifestanti sono scesi in piazza, poi, si sono subito  organizzati in gruppi dividendosi in commissioni fatte di volontari, ciascuna con un compito preciso da assolvere. C'è chi si occupava di pulizia, sicurezza, infrastrutture, comunicazione. Ad altri, invece è toccato distribuire vivande e beni di prima necessità come cibo, coperte, tende. Così come alcuni hanno provveduto ad organizzare workshop per istruire i volontari a parlare con i media e a promuovere la protesta sul web. 

AUTOGESTIONE E DOCUMENTO CON I 9 PUNTI

E sempre dalla stessa fonte si apprende che i manifestanti dopo essersi divisi i compiti si sono organizzate in vere e proprie assemblee in cui hanno toccato i punti nevralgici della protesta. Cambiamento delle classi dirigenti corrotte ed incoerente, maggiore libertà di stampa sono alcuni dei temi che hanno tenuto banco durante le discussioni.

A turno, i manifestanti che avevano proposte prendevano parola e, dopo aver esposto le loro soluzioni, si passava al voto della folla che approvava con le mani alzate.Nel caso in cui l'idea fosse  rigettata la parola veniva data ad un altro speaker.

Risultato? Sembra che l'esperimento abbia portato alla compilazione di una lista di propositi da sottoporre però al voto finale dell'assemblea per far sì che vengano legittimati (Proposals section )

Sono nove i punti di riforma che stanno a cuore agli spagnoli la cui riforma rappresenta il vero obiettivo dei gruppi di protesta. Lo stop ai privilegi della classe politica, la cancellazione delle ipoteche sulle case, la riduzione della spesa militare, il divieto di salvataggio delle banche in difficoltà con capitali pubblici, la gratuità della formazione universitaria, la rappresentanza in Parlamento per chi fa “scheda bianca” alle elezioni, in un ipotetico partito dello scontento.  La concertazione sindacale per ridurre la disoccupazione strutturale entro un fisiologico 5%, la Tobin tax, dal referendum obbligatorio per approvare le leggi comunitarie, l'indipendenza della magistratura, la lotta ai paradisi fiscali.

ITALIAN REVOLUTION?

Ma il meccanismo di democrazia diretta può reggere senza un leader? E'questa la domanda che in molti si pongono alla luce dell'esperimento spagnolo. Finora soltanto la manifestazione di Puerta del Sol sta avendo successo come riporta Wikileaks. In altre città spagnole le rivolte non hanno avuto lo stesso esito di quello ottenuto a Madrid.

Mentre il movimento del 15 maggio in Spagna promette che resterà in piazza anche dopo le elezioni del 22 maggio «finchè non faranno sentire bene la loro voce”, sul web impazzano slogan inneggianti a rivoluzioni in tutta Europa e Facebook e Twitter continuano ad essere i canali privilegiati dei manifestanti anche In Italia. Come dimostra quest pagina Facebook  Italian revolution-democrazia reale ora e quest'altra.

Da giorni il gruppo Anonymous Italia ha lanciato una comunicazione in codice titolata Operation Empire State rebellion  corredata di una vera e propria mappa  in cui sono segnate le città che saranno teatro delle future manifestazioni di scontro.

Milano, Venezia, Torino, Bologna, Roma sono alcuni dei centri segnalati come prossimi focolai di rivolta con date ed orari precisi.

E, i membri di Anonymous mettono in guardia «da gruppi politicizzati che si stanno organizzando per strumentalizzare l'iniziativa e che vogliono compromettere l'operazione», si legge «questa deve rimanere la ribellione dei semplici cittadini; senza colore, senza bandiere e senza religione».

 Intanto la prima data italiana, la manifestazione prevista in agenda a Firenze il 19 maggio è stata mantenuta.

Chi sarà il prossimo?

Marirosa Barbieri  20/05/2011 17.04