Multa da 900mln a Microsoft: attesa per l’udienza d’appello

Alessandro Biancardi

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BRUXELLES. Si terrà il 24 maggio presso il Tribunale dell’Unione europea il processo che vede coinvolte la Commissione Europea e l’azienda Microsoft, in un contenzioso legale che si trascina dal 2004.

In quella sede il gigante americano chiederà l’annullamento della decisione della Commissione del 27 febbraio 2008 che la condannò ad una multa di 899 milioni di euro.

Le colpe del colosso di Bill Gates alla base di una punizione così dura risiederebbero nell’aver evitato di fornire alle aziende concorrenti informazioni utili alla comprensione dei propri software, contravvenendo ad una direttiva comunitaria (la meglio nota direttiva software europea 91/250/CEE)  che stabilisce l’obbligo all'interscambio e l'interazione nei campi dell'informatica di tecniche ed informazioni per sviluppare al meglio le nuove tecnologie.

Insomma i codici sorgente sono rimasti chiusi e gli altri sviluppatori di software che sono costretti a lavorare in ambiente Microsoft sarebbe stati penalizzati.

Nel 2004, in seguito al no da parte di Microsoft a rendere pubbliche le informazioni sui suoi software, la Commissione europea ha adottato la decisione 2007/53/CE, condannato l’azienda ad una multa di € 497.196.304.

L’organo comunitario ha inoltre imposto a Microsoft delle pene accessorie come l’obbligo di fornire informazioni in materia di interoperabilità a qualsiasi società desiderasse sviluppare e distribuire sistemi operativi, l’istituzione di un meccanismo di valutazione che consentisse alle aziende interessate di ottenere in modo efficiente informazioni sui suoi sistemi ed infine l’obbligo di comunicare alla Commissione tutte le misure che l’azienda intendesse adottare per conformarsi alla decisione.

Per assicurare la trasparenza e la regolarità delle operazioni del colosso di Richmond, la Commissione nel 2005 aveva istituito la figura del  fiduciario indipendente, dotato dei poteri di accedere all’assistenza, alle informazioni, ai documenti, ai locali e ai dipendenti della Microsoft nonché al «codice sorgente» dei prodotti rilevanti dell’azienda.

Ma sembra che nessuna di queste misure abbia intimorito l’azienda che, secondo la Commissione, ha sì fornito nel 2006 una documentazione tecnica sull'interoperabilità ma con informazioni imprecise ed incomplete. E ciò le ha procurato un’ammenda di 280,5 miliardi di euro con un  aumento di 3 milioni di EUR/giorno dal 31.7.2006.

Dulcis in fundo, il mancato rispetto degli obblighi imposti dalla decisione del 2004 durante il periodo 21 Giugno 2006 - 21 ottobre, 2007, avrebbe portato la multa alla somma finale di 899milioni  di euro.

In seguito la Microsoft ha impugnato le decisioni della Commissione del 27.2.2008 chiedendo al tribunale dell’Unione europea di annullarla definitivamente.

Se la sentenza confermasse la decisione della Commissione il tribunale comunitario non farebbe altro che adeguarsi ad un direttiva europea già esistente a favore di un mercato informatico concorrenziale ed aperto.

 Ma che cosa succederebbe se il verdetto sarebbe favorevole a Microsoft?

Marirosa Barbieri  19/05/2011 18.19