Diritto all'oblio, anche il ''caso'' PrimaDaNoi.it su L'Espresso

Alessandro Biancardi

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Diritto all'oblio, anche il ''caso'' PrimaDaNoi.it su L'Espresso

ABRUZZO. E' possibile tutelare il diritto all'oblio nell'era di internet senza inficiare la libertà e il valore informativo della Rete?

L'argomento viene affrontato in un articolo a firma di Alessandro Longo pubblicato su L'Espresso.

In ballo viene tirato anche il caso che ha visto protagonista PrimaDaNoi.it multato da un giudice di Ortona per aver conservato nel proprio archivio (e rintracciabile dai motori di ricerca) un articolo di due coniugi arrestati nel 2006 e prosciolti due anni dopo.

Come ampiamente raccontato nelle scorse settimane i due rivendicavano (prima con richieste al giornale, poi al Garante della Privacy e poi davanti al giudice) il diritto alla cancellazione di quella notizia perchè, sebbene vera, puntuale e aggiornata con tutti i dettagli, era ormai da considerarsi ''scaduta''.

Tesi promossa dallo stesso giudice che contrariamente al parere del Garante (che aveva detto che il quotidiano poteva tenere on line l'articolo perchè corretto) ha imposto la cancellazione dell'articolo, ha inflitto una multa da 5 mila euro più le spese processuali. Secondo il giudice, infatti, l'interesse pubblico si sarebbe esaurito sei mesi dopo l'archiviazione del caso dei due protagonisti e la notizia non aveva più ragione per restare on line.

Ma qual è il futuro della rete? Internet sarà destinato a dover vedere cancellata tutta la propria ''memoria'' in nome del diritto alla privacy?

«I vari Garanti europei», scrive Longo, «stanno appunto lavorando al problema, così come la Commissione europea, che presenterà nelle prossime settimane una normativa sul diritto all'oblio ai tempi del Web».

«Alla filosofia dell'oblio oppongo quella della trasparenza», risponde Edoardo Fleischner, docente di media digitali all'Università statale di Milano. «L'oblio di Internet è lo strumento ideale per politici come Berlusconi, che fondano il potere su make up continui: dei fatti e persino di se stessi»

«Non cancellare da Internet niente che sia stato di interesse pubblico, ma solo imporre ai siti di aggiornare la notizia e contestualizzarla», suggerisce Guido Scorza, avvocato esperto di diritto su Internet. Ad esempio, nella stessa pagina in cui si riporta una condanna di primo grado, aggiungere la notizia dell'assoluzione in appello.

Proprio quello che aveva fatto PrimaDaNoi.it con l'articolo finito davanti al giudice ma che non è bastato ad evitare il sequestro e la sanzione.

Da quel momento per protesta il nostro quotidiano sta assecondando per protesta tutte le richieste di cancellazione (che arrivano da protagonisti di vicende giudiziarie, parenti o avvocati): cinque in tutto le richieste giunte solo nelle ultime settimane alcune delle quali riguardano casi recenti, indagini ancora in corso o sentenze ancora non arrivate.

Non potendo difendere il nostro diritto di cronaca ed il vostro diritto all'informazione questa è al momento l'unica scelta per noi possibile. Le richieste e le minacce di azioni giudiziarie, dopo la notizia della sentenza, sono aumentate e provengono anche da persone che sono ancora sotto processo.

Per quanto riguarda la sentenza di Ortona, invece, Pdn ha deciso di fare ricorso in Cassazione.  


29/04/2011 9.27