Operazione ufo Roswell: oltre all’FBI, anche Cia e Presidente Usa sapevano?

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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NEW MEXICO. Operazione Blue Book. Questo il nome in codice dell’indagine top secret condotta dall’FBI e la Air Force sugli ufo.L’esperimento nato in seguito all’incidente di Roswell quando un oggetto non identificato si schiantò nel New Mexico fu messo in campo dall’autorità federale statunitense.
Nonostante il Federal Bureau of Investigation avesse sempre smentito il suo interessamento alla vicenda, i files pubblicati sul suo sito dicono il contrario. In base alle carte, sarebbe stata proprio l’FBI a dar vita all’operazione Blue Book tesa ad indagare sugli avvistamenti e ritrovamenti di corpi alieni.

A capo dell’operazione ci sarebbe stata l’Air Force che avrebbe costantemente informato l’autorità federale. Ma a suscitare maggiore interesse sono i documenti che dimostrano il coinvolgimento delle più alte cariche dello stato nell’operazione: Cia, Pentagono, Nasa ed il Presidente degli Stati Uniti. Notizie che l’FBI ha smentito.
L’operazione top secret . Una grande scritta trasversale BOGUS (falsi) è stampata su alcuni files dell’FBI, a sancire che il contenuto di quei documenti non è attendibile. Segue infatti un allegato in cui si legge: «l’Air Force ha dichiarato il 30 novembre 1988 che il documento è falso». Ma se quello che ha sempre detto l’autorità federale corrisponde al vero perchè sono stati trovati files che attestano l’esatto contrario?
Nomi, cognomi, date, dettagli sull’operazione, aprono centinaia di documenti segreti.

 «La Blue Book è un progetto di ricerca ed intelligence sotto il coordinamento del presidente degli Stati Uniti», si legge in una delle carte e ancora. «Il team di esperti che lavorano all’operazione è stato creato sulla base delle indicazioni del presidente Truman il 24 settembre 1947».

 Al 24 giugno 1947 risalirebbero i primi avvistamenti di corpi volanti nel cielo di Washington secondo quanto riportato nei files. Durante un sorvolo, un aereo civile avrebbe notato una navicella spaziale ad alta quota. Giorni dopo un centinaio di persone avrebbero denunciato lo stesso fenomeno. Dopo i primi avvistamenti sospetti l’FBI ritenne opportuno istituire un’operazione di monitoraggio costante dei cieli. Bisognerà attendere il 7 luglio 1947, pochi giorni dopo l’incidente di Roswell, per assistere alla svolta. Le forze aeree militari recuperano resti apparentemente umani: «i 4 corpi ritrovati sono stati scaraventati a terra presumibilmente dopo un’esplosione di un corpo aereo», si legge nel dispaccio, «sono informi e decomposti, sparsi in diverse parti dell’area».

Sarà l’analisi sui resti condotta dal dottor Bronk ad aggiungere nuovi dettagli: «si tratta di esseri solo apparentemente umani ma in realtà non riconducibili a nessun esemplare di homo sapiens» e lo specialista conclude «questi corpi sono extraterrestri».
La politica sapeva? Si chiama Blue Book 62-83894, ed è uno dei file più dettagliati dell’operazione ufo. Si legge l’anno di inizio dell’ indagine (1947) , quello in cui si è conclusa
(1969) ed un breve bilancio sui risultati riportati negli anni di ricerca. «In base agli studi, analisi ed osservazioni l’Air Force può dichiarare conclusa l’operazione . Non abbiamo riscontrato nessuna evidenza di presenze extraterrestri».

Gli avvistamenti denunciati dal ‘47 al ‘69 sarebbero 12,618, di cui 701 non classificati. Finora nulla di strano ma il giallo s’infittisce quando nel file in questione appare una lettera datata il 12 settembre 1989 ed indirizzata a William S. Sessions, direttore del dipartimento di giustizia FBI. Non solo dal contenuto verrebbe fuori che l’operazione Blue Book non era finita ma emergerebbe anche il coinvolgimento di FBI, Pentagono, Cia e del Presidente USA nella vicenda. Il mittente, di cui è stato oscurato il nome, afferma di essere a
conoscenza di informazioni sensibili sulle indagini. Qualcuno di molto vicino all’autorità federale?
«Innanzitutto sono felice di sapere che la Blue Book sia stata ripresa», comincia così la lettera e continua con la descrizione di incontri con persone della Nasa e dello staff presidenziale. In una seconda missiva indirizzata sempre al dipartimento di giustizia dell’FBI, il mittente “sconosciuto” aggiunge ulteriori dettagli: «il governo ha giocato un ruolo molto importante nelle indagini e si è sempre interessato alla vicenda. Mi risulta che il senatore Barry Goldwater si fosse più volte informato presso l’Air Force sugli sviluppi dell’operazione. Così come Jimmy Carter prima di essere eletto promise che se fosse diventato presidente avrebbe fatto chiarezza sulla questione. Ma ciò non accadde».

Il mittente sconosciuto infine tira in causa la anche Bush: «il presidente Bush che allora era legato alla Cia dichiarò che FBI ed Air Force non sapevano che solo una piccola
parte rispetto a quanto i servizi segreti conoscessero sugli ufo», si legge nella missiva. Immediata la risposta del Federal Bureau: «l’Fbi non c’entra nulla, l’operazione fu condotta esclusivamente dall’Air Force».

Marirosa Barbieri  20/04/2011 12.51