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La bolla Snapchat è già scoppiata? Tonfo a Wall Street del 20%

Numero utenti e pubblicità crescono meno del previsto. Pesante lo scontro con i rivali

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La bolla Snapchat è già scoppiata? Tonfo a Wall Street del 20%

 

 

 

 

NEW YORK.  Nel giro di pochi mesi si è diffuso a macchia d’olio in tutto il mondo per le sue peculiarità poi subito copiate dai concorrenti più grandi e già affermati.

Ora arrivano brutte notizie per Snapchat, uno dei social media più popolari al mondo. L'app dei messaggini video che scompaiono, amata soprattutto dai più giovani, da qualche tempo fatica ad aumentare in numero consistente i propri utenti. Il risultato è una capacità limitata di attrarre pubblicità che sta provocando una emorragia sul fronte delle entrate.

Rendendo sempre più difficile la competizione con rivali come Facebook e la sua app fotografica Instagram.

Ecco allora che i conti del terzo trimestre del 2017 hanno profondamente deluso Wall Street, con un crollo del titolo di Snap, la società che controlla Snapchat, di quasi il 20% nelle contrattazioni after hours. In particolare gli utenti nel terzo trimestre sono stati 178 milioni contro i 181,8 milioni delle attese degli analisti.

Come conseguenza le entrate non sono andate oltre i 207,9 milioni di dollari, contro i 236,9 stimati da Wall Street.

Il tutto per una perdita netta di 443,2 milioni di dollari, pari a 14 centesimi per azione.

Il cofondatore e numero uno di Snapchat, Evan Spiegel, ha spiegato che il numero degli utenti è salito solo di 4,5 milioni da inizio luglio a fine settembre, ammettendo che si tratta di "un tasso più basso di quello che avremmo sperato".

Unica consolazione è che di solito i dati di luglio ed agosto sono per consuetudine sempre più contenuti rispetto agli altri periodi dell'anno. Ma questo non basta a giustificare la flessione della società californiana con sede a Venice, nei sobborghi di Los Angeles, sbarcata in Borsa nel marzo di quest'anno mettendo a segno un esordio col botto, con ogni azione valutata 24 dollari: il 41% sopra i 17 dollari dell'initial public offering, dando alla società una valutazione di 33,5 miliardi di dollari, tre volte Twitter. Proprio Twitter ha intanto annunciato che sta valutando di allungare la lunghezza dei suoi post a 280 caratteri per tutte le lingue, il doppio degli attuali 140 caratteri.

Insomma c’è ancora spazio per sperare e crescere per Snapchat ma sarà sempre più dura e bisognerà rinnovarsi e stare dietro alle mode e alle esigenze dell’utenza.

Per evitare di scomparire come i messaggini video.