Ultime dal Nord Africa: continuano le wikirivolte

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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AFRICA. Stesso  soggetto: la popolazione, stessa richiesta: la democrazia e stesso strumento: il web.

Dopo mesi dall’inizio delle “wikirivolte” la situazione in Nord Africa non sembra essere cambiata. Gruppi di manifestanti continuano ad organizzarsi sui social network lanciando appelli e date di protesta. Su Facebook e Twitter impazzano link e post che preannunciano scontri come  la “Battle for Libyan cities” (organizzata  il 17 aprile)  o il “Giorno della tenacia in Siria” (avvenuta il 15 aprile). Che cosa sta accadendo?

Libia. Occhi puntati sulla Libia dove da giorni circolavano voci che preannunciavano la “Battle for Libyan cities”. E così è stato: dalle prime luci dell’alba del 17 aprile ci sono stati intensi combattimenti  nel centro di Ajdabiya, Libia orientale. Le forze lealiste si sono confrontate a colpi di  artiglieria con i  ribelli provocando diverse vittime come dimostrano le immagini.

 Siria. “Friday of determination” (il venerdì della tenacia). Così è stata ribattezzata sul web la protesta avvenuta il 15 aprile scorso in Siria quando, dopo la tradizionale preghiera musulmana, decine di migliaia di siriani sono tornati in piazza per  protestare contro il regime di Assad. Sul web circolano le immagini che ritraggono le manifestazioni pacifiche interrotte da poliziotti in tenuta antisommossa che  hanno sparato  gas lacrimogeni sulla folla.

Sebbene i manifestanti abbiano inneggiato pacificamente alla libertà, c’è chi giura che le forze di sicurezza abbiano aperto il fuoco e ferito alcuni dimostranti, come testimoniano video amatoriali pubblicati su Youtube e Facebook

Dura la reazione dell'organizzazione di difesa dei diritti umani Human Rights Watch (HRW), che punta il dito contro i servizi di sicurezza e di informazione siriani accusandoli inoltre di aver torturato numerosi manifestanti.

Bahrain.  Notizie non ancor confermate arrivano dal Bahrain dove, secondo fonti anonime, tra il 16 ed il 17 aprile si sarebbero consumati scontri tra civili e militari durante cerimonie religiose a  Manama, Sanabis, Sitra, Sar, Duraz, Dair, Nuwaidrat, Bilad, Hamad Town, Karranah, Karzakhan, Al Diraz, Bani Jumrah, Budaiya, Al Bilad, and Mahooz, come sembrano confermare i video amatoriali 

«Sento gente che urla, attaccata dalla polizia durante le marce religiose. La sofferenza del Bahrain continua», si legge su Twitter. Anche per il Bahrain arriva la condanna dello Human Rights Watch, che denuncia le torture subite dai detenuti «con elettrochoc, cavi e fruste».

Marirosa Barbieri  18/04/2011 17.48