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WhatsApp torna gratis per tutti, punta ai Paesi poveri

Azienda, nella chat non arriva pubblicità, esploriamo servizi

Redazione Pdn

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WhatsApp torna gratis per tutti, punta ai Paesi poveri

ROMA. WhatsApp torna gratis, per tutti: la chat eliminerà il 'canone' annuale di 89 centesimi introdotto qualche anno fa, decisione che scatenò le polemiche degli utenti. La notizia è vera, non è l'ennesima catena di Sant'Antonio, e segna per l'app di proprietà di Facebook un cambio di passo sul modello di business: senza cedere alla pubblicità - tiene a specificare la società - ma con un occhio puntato ai mercati emergenti per sfondare quanto prima la soglia, vicinissima, del miliardo di utilizzatori.

Ad annunciare la svolta è da Monaco il co-fondatore della chat, Jan Koum, intervenuto alla conferenza Digital-Life-Design, a cui è seguita una spiegazione sul blog della compagnia.

«Siamo cresciuti e abbiamo scoperto che questo approccio non ha funzionato bene - si legge nel post -. Molti utenti non hanno una carta di debito o di credito e sono preoccupati di perdere i contatti con amici e familiari dopo il primo anno di utilizzo».

 Così la compagnia avvisa che «nelle prossime settimane» ogni canone di utilizzo sarà rimosso dalle diverse versioni dell'applicazione e «WhatsApp non addebiterà più nulla per il suo servizio».

 Nulla è specificato per chi, ad esempio, ha già rinnovato l'abbonamento anche se il sito Re/code scrive che eventuali pagamenti già effettuati non saranno rimborsati. Più che sollevare gli utenti dal pagamento, il cambio di WhatsApp sembra essere dettato da una strategia più inclusiva nei confronti di chi è in difficoltà col meccanismo dei micro-pagamenti online, come i mercati in via di sviluppo.

Il sistema finora adottato, come emerge dalle parole di Koum, avrebbe creato problemi nei Paesi emergenti in cui l'accesso ai sistemi bancari non è propriamente capillare. E la penetrazione in questi Paesi, oltre ad essere una delle priorità di Facebook, è un fattore chiave per l'ulteriore espansione del servizio che deve vedersela con concorrenti come Telegram e WeChat. WhatsApp è stata creata nel 2009 da Jan Koum e Brian Acton, due ex-impiegati di Yahoo!, nel 2014 è stata acquistata da Facebook per 19 miliardi di dollari, uno dei matrimoni più costosi nella storia della Silicon Valley.

L'abbonamento annuale per gli utenti Android e BlackBerry scattava dopo l'uso gratuito per 12 mesi, nel 2014 fu esteso anche ai proprietari di iPhone che fino a quel momento avevano pagato una tantum al momento del download.

Oggi come allora il tema è schizzato in testa alle conversazioni sui social network. #Whatsapp è top su Twitter in Italia, tra utenti che esultano e molti altri che fanno ironia sull'entità del pagamento. C'è anche chi teme per la privacy, preoccupato che lo stop sia compensato dalla vendita dei dati personali. Su questo fronte è la stessa WhatApp a rassicurare, in parte.

La compagnia promette che non si arrenderà a pubblicità di terzi o a contenuti spam. Tuttavia annuncia che comincerà a sperimentare nuovi strumenti di comunicazione fra imprese e utenti. Si tratterà di comunicazioni che il consumatore desidera, specifica la chat, ad esempio con la propria banca sulle ultime transazioni, oppure con una compagnia aerea per il volo in ritardo. Funzioni che Facebook già integra nella sua altra chat, Messenger.