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Cyberbullismo: in Abruzzo pochi casi, aumentano selfie erotici

Redazione Pdn

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POLIZIA POSTALE



PESCARA. Il fenomeno del cyberbullismo in Abruzzo non conta una casistica numerosa al contrario di altri fenomeni che interessano giovani e giovanissimi e che sono in costante aumento, come l'uso 'distorto' di selfie 'sessualizzati' o erotici di minori.
A fare il punto sui rischi della rete è la Polpost Abruzzo, che analizza i dati raccolti nell'ambito della campagna "Una vita da social" promossa dalla Polizia di Stato. Il fatto che, per quanto riguarda il cyberbullismo, la casistica non sia numerosa, secondo il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Abruzzo, «non significa necessariamente che il fenomeno sia scarsamente presente, poichè potrebbe pure costituire un campanello d'allarme sulla difficoltà che impiegano tali eventi ad emergere».
 In tal senso, uomini e donne della Polpost sono da tempo impegnati in campagne di informazione nelle scuole e nelle associazioni per diffondere una cultura della legalità sul web.
«Ai ragazzi, alle famiglie e agli operatori della scuola - spiega la dirigente della Polizia Postale, Elisabetta Narciso - si cerca di illustrare il fenomeno e di offrire i referenti per la soluzione delle problematiche, primo tra tutti, quando i comportamenti si trasformano in reato, il ricorso alle Forze dell'Ordine. La grande attrattiva che i nuovi media esercitano sui giovani, hanno evidenziato fenomeni border line tra devianza giovanile e psicologia dei gruppi».
Tra i fenomeni in crescita vi è «l'uso distorto del materiale sessualizzato o erotico autoprodotto, 'selfie', da minori, il quale a volte è stato usato per fini estorsivi o per far circolare le immagini sessualizzate tra i compagni di classe anche mediante i social network, il tutto per scherzo, prepotenza o goliardia».